Ecco che il mondo della moda inizia a trattare sempre più frequentemente il tema della sostenibilità ambientale, con gli obiettivi di proteggere l’ambiente e migliorare il mondo in cui viviamo. Molte case di moda si sono mobilitate a favore di questi scopi e molte personalità del mondo dello spettacolo ne sono diventate le principali fautrici, come per esempio Emma Watson, nominata icona di stile, che ha creato una collezione firmata da lei stessa in collaborazione con il marchio inglese People Tree, da sempre impegnato nell’equo e nel solidale.

Non solo questo marchio, ma moltissime aziende presenti a livello internazionale si stanno muovendo in favore dell’ambiente attraverso la proposta di abiti ottenuti con materiali eco-friendly o tessuti ricavati da prodotti di scarto che, dopo essere stati riciclati, tornano a essere utili sotto forma di vestiti o accessori. Inoltre, non solo vengono presi in considerazione i materiali, ma anche i metodi produttivi: si preferisce accantonare quindi lo sfruttamento sottopagato dei paesi del Terzo Mondo in favore di una migliore qualità.

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Queste decisioni di optare verso uno stile di produzione più “verde” per aggiunta, oltre che portare vantaggi all’interno dell’azienda in termini fiscali, contribuiscono ad un’immagine migliore sul mercato e vengono prese a cuore dalle persone particolarmente sensibili a queste tematiche. Chiaramente, bisogna sempre stare attenti e indagare se questi brand si impegnino sul serio o se siano solo delle strategie del marketing con il fine di attrarre una clientela maggiore.

A livello di estetica i vestiti e gli accessori creati con materiali riciclati sono belli, particolari e soprattutto nuovi. Al contrario di tutti coloro che pensano che riusato equivalga a scialbo, elementi ricreati dal nulla solo con tessuti già utilizzati in passato sono all’apparenza decisamente nuovi e innovativi.

Uno tra i materiali più riciclati è il kimono, che con il tempo al posto di invecchiare acquista fascino e si trasforma in qualsiasi cosa si possa immaginare come pochette, borse, abiti ma anche calzature, che con questa fantasia poetica conferiscono uno stile tra il vintage e l’orientale.

Non solo gli indumenti ma anche i gioielli possono poi diventare eco-sostenibili. Molti artisti creano con elementi in tutto e per tutto naturali, come foglie o bacche essiccate, collane, orecchini o bracciali. Oltre ad essere molto belli esteticamente, sono anche suggestivi in quanto cambiano leggermente colore con il passare del tempo, evitando di stancarsi come capita spesso dopo qualche tempo che indossiamo lo stesso gioiello. Certo la forma sarà la stessa, ma solo il fatto che la tonalità muta ci permetterà di guardare il nostro acquisto con occhi diversi ogni volta.

In riferimento a questo argomento è stato pubblicato di recente anche unlibro intitolato “Il bello e il buono. Le ragioni della moda sostenibile” a cura di Marco Ricchetti e Maria Luisa Frisa, che esaminano tutti gli aspetti di una moda attenta alla natura.