La moda si fa green. Frutta, materiali poveri, biodegradabili e riciclati: ormai per le passerelle l’ecosostenibilità è una prerogativa. Un tempo poteva essere molto raro, ma oggi è un imperativo comune a molti artisti: la moda “verde”, figlia dell’ecologia, è la prassi per molte griffe. E non si sta parlando di nomi e stilisti emergenti o poco conosciuti. Sfilare gettando un occhio alla natura e al rispetto per l’ambiente è importante tanto per Giorgio Armani che per Stella McCartney.

Ultimamente, qualsiasi fashion week si è colorata di verde: a Milano, New York e Londra il trend è stato quello dell’ecosostenibilità, tanto che nella capitale britannica gli stilisti hanno avuto l’appoggio di Suzy Menkes, giornalista e critica di moda dell’Herald Tribune, convinta sostenitrice della green attitude.

La moda, ora, non assume importanza solo per l’originalità delle creazioni o per l’elevata dose di glamour delle collezioni. Stilisti e atelier prestano particolare attenzione alla composizione delle stoffe e a utilizzare materiali di scarto.

Giorgio Armani ha realizzato una capsule-collection interamente naturale: jeans, polo e t-shirt sono state colorate solo grazie all’uso di estratti di frutta – fragole, lamponi, arance, kiwi – senza l’aggiunta di conservanti o di additivi chimici. Tuttavia, Re Giorgio non è nuovo a certi comportamenti ecosostenibili: già molto tempo fa, quando l’ecosostenibilità non faceva trend, lo stilista aveva utilizzato la canapa nelle sue collezioni di alta moda.

La stessa Stella McCartney, dieci anni fa, si era impegnata per la realizzazione di collezioni ecosotenibili ed ecosolidali: non solo abiti dai materiali non inquinanti, ma anche attenzione alla produzione e alle condizioni dei propri lavoratori. Anche Karl Lagerfeld ha parlato in favore del rispetto della natura: ormai appare inutile e anacronistico utilizzare pellicce di animali; la tecnologia ha permesso di rendere le pellicce ecosostenibili molto belle. Meglio, quindi, salvaguardare le specie animali.

La moda green, tuttavia, non si ferma qui. Molti stilisti sperimentano di continuo fino a ottenere risultati sorprendenti, specialmente laddove la moda è considerata più un’opera d’arte che un capo d’abbigliamento. Come non ricordare Frank Sorbier, che ha realizzato impermeabili con buste di plastica riciclate: al Cirque d’Hiver di Parigi, lo stilista ha letteralmente cantato il suo amore per la natura, trasformando la passerella in un bosco e le modelle in folletti. Gary Harvey ha creato abiti da sera tutti con materiali riciclati: tappi di bottiglia, lattine e scatole.

Le scarpe Civic Duty di Steven Weinreb sono state realizzate riciclando la plastica da imballaggio delle spedizioni FedEx. Ma non si possono dimenticare le Vin jackets, realizzate grazie al riuso del cuoio delle auto d’epoca. Anche Valentino partecipa alla moda green con la sua Hobo bag, interamente in ecopelle e tempestata di rose.

A coronare il comportamento verde di molti stilisti, è giunta l’apertura del Salone Sustainable Luxury, svoltosi in questi giorni: testimonianza del fatto che stilisti e fruitori sono sempre più propensi a una moda ecochic.

Fonte: Il Messaggero