Dopo Roma e Anversa, ancora tre città dedicano mostre al mondo della moda. Se allora non potete seguire la storia del Tricot in Belgio e Karl Lagerfeld nella capitale, pensate pure a un week end lungo a Venezia, a Parigi o a Londra. Nelle prime due avete tempo fino all’8 maggio, nella terza fino al 10 luglio. Ma scopriamo chi sono stavolta i protagonisti.

La città lagunare, a un anno dalla sua scomparsa, ha deciso di omaggiare Roberta di Camerino presso Palazzo Fortuny, riaperto appunto per la primavera. Giuliana Coen, questo il vero nome della stilista, nacque nel 1920: prese il suo cognome dal marito mentre Roberta lo scelse in onore della canzone “Smoke gets in your eyes”. a un anno dalla sua scomparsa l’esposizione “Roberta di Camerino. La rivoluzione del colore” le rende gli onori dopo aver avuto successo presso il Museo Revoltella di Trieste.

Galleria di immagini: Venezia, Parigi e Londra: mostre sulla moda

Sessanta borse del periodo che va dagli anni Cinquanta ai Settanta, circa venti abiti oltre che foulard e ombrelli: un allestimento che esalta i colori e le forme tanto amate dalla stilista. Con il contributo della Provincia di Venezia, della Maison Roberta di Camerino e del Gruppo Sixty, la mostra rende ancor di più immortali le innovazioni della designer: dal bauletto Bagonghi al trompe l’oeil fino agli accostamenti di colori che hanno fatto nascere il cosiddetto “stile Roberta“.

Se siete più ispirate dalla capitale francese sappiate invece che il Museo Les Arts Decoratifs dedica un excursus sul mondo della moda dal titolo emblematico “Les années 1990-2000. Histoire idéal de la mode contemporaine“. Attraverso centocinquanta modelli selezionati, la mostra vuole rappresentare lo stretto legame tra lo stile e la società, connubio indissolubile che si influenza a vicenda. Da John Galliano a Vivienne Westwood passando per Alexander McQueen e tanti altri stilisti, l’esposizione regala una rappresentazione dell’evoluzione delle tendenze e del costume.

Avete infine tempo per un volo nel Regno Unito? Magari approfittando per il tanto atteso matrimonio di Kate e William? Allora il Victoria and Albert Museum vi attende per una retrospettiva, la prima, dedicata a Yohji Yamamoto. Ottanta abiti, anche da uomo, esposti senza un ordine cronologico preciso secondo la precisa direttiva dello stilista, convinto (giustamente) che i suoi abiti siano fatti per essere indossati ora come tra dieci anni, al di là delle mode. Muri bianchissimi, qualche fotografia, spezzoni di video e i suoi abiti scultura da ammirare, posizionati a sorpresa anche tra i pezzi della collezione permanente del Museo.

Uomo dalle poche parole, il creatore giapponese ha dedicato la mostra a sua madre, a Londra per festeggiare il suo novantacinquesimo compleanno. A trent’anni dalla sua prima collezione a Parigi, Yamamoto continua a sorprendere con i suoi indumenti indefiniti secondo il motto “il tessuto è tutto“. Una mostra senza vetri, dove il visitatore può girare intorno agli abiti lasciandosi sorprendere da nuovi dettagli, alla scoperta di un artista vero che così definisce il suo approccio:

“Con i miei occhi rivolti al passato, cammino a ritroso verso il futuro.”