Non ha vinto il premio come personaggio dell’anno, tuttavia Lady Gaga è stata celebrata da “Time Magazine” per il suo, ormai celebre, abito realizzato con vera carne indossato per la serata degli MTV Video Music Awards lo scorso settembre 2010.

Un vero e proprio “fashion-statement” dell’anno che sta finendo, ecco come la nota pubblicazione ha definito la mise unica e irripetibile che ha fatto tanto discutere le associazioni animaliste e i fan della Germanotta, estasiati dal vestito e curiosi di carpirne il significato.

Coraggioso, intraprendente e denso di significato: l’abito di carne conteneva in realtà valori profondi, legati anche alla lotta che Lady Gaga ha intrapreso contro la legge americana “Don’t ask Don’t tell“. Essiccato per i posteri, il completo ha sbaragliato un’illustre concorrenza fatta di nomi celebri, come Venus Williams e Rihanna.

Se non dovessimo difendere i nostri diritti, saremmo nient’altro che carne sulle nostre ossa.

Con questa frase la regina del pop ha illustrato la sua scelta, e a distanza di tre mesi il suo intento sociale è stato riconosciuto. Non un eccesso da condannare, quindi, ma una prova di coraggio da premiare.

Peccato che la mise di carne non sia stata scelta come soggetto per una delle otto statue di cera esposte nelle sedi mondiali del Museo Toussauds. Ma forse il punto è proprio questo: si tratta di un oggetto assolutamente senza eguali.