L’edizione di Milano Moda Donna di questo settembre, in cui sono state presentate le collezioni della moda primavera estate 2018 portatrici di nuove tendenze, sarà ricordata come la stagione della ripresa: 63 sfilate, 94 presentazioni, 20 eventi in calendario, 159 collezioni, i maxi schermi in piazza San Babila e piazza Gae Aulenti, le rassegne di ricerca White in via Tortona e Super a Porta Nuova, il Fashion Hub all’UniCredit Pavilion.

Si sono susseguite aperture speciali (i negozi Drome e Il bisonte in via Santo Spirito, il pop up store di La Double J in Galleria Manzoni, ieri inaugurazione delle vetrine Lavazza in piazza San Fedele), eventi aperti al pubblico come i piccoli show voluti da Dolce & Gabbana al terzo piano della Rinascente, il servizio di acconciature con Testanera sabato e domenica in Galleria Passarella, il market del Fashion Hub. E soprattutto i Green Carpet Fashion Awards alla Scala, voluti da Livia Firth, fondatrice e Direttore Creativo di Eco-Age prima che moglie dell’attore britannico Colin Firth, con i premi per i marchi che più hanno cercato di creare una filiera sostenibile e dove è stato premiato uno stilista emergente con il riconoscimento del Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer.

D’altronde la fashion week ha una ricaduta economica importante sulla città: già un anno fa le stime della Camera di Commercio di Milano avevano stabilito un indotto di oltre 42 milioni di euro nei sette giorni delle sfilate di moda femminile. Una cifra che questa versione allungata e “concertata” della kermesse punta a superare. In attesa del verdetto dei conti, vediamo quali sono state le tendenze lanciate da questa edizione di Milano Moda Donna relative alla moda primavera estate 2018.

Galleria di immagini: Moda primavera estate 2018, le tendenze da Milano Moda Donna, foto
  • Fiori: senza arrivare alle provocazioni di Jeremy Scott, che per Moschino ha fatto sfilare veri e propri mazzi e cespugli di fiori, farfalle annesse, le stampe floreali hanno dominato un po’ tutte la passerelle, dai boccioli di campo di Max Mara alle proposte stilizzate di Fendi, dal patchwork di casa Marni alle maxi rose di Dolce & Gabbana e la classica stampa Flora da Gucci.
  • Giacca: infinite quelle viste sulle passerelle di Giorgio Armani, dal più classico blazer grigio alla giacchina avvitata senza revers. Doppiopetto con spalla importante da Gucci, ma anche fluida e leggerissima come da Alberta Ferretti o Max Mara. Capo sartoriale per eccellenza, con il suo ritorno si può dire consacrato il ritorno dell’eleganza.
  • Tutù: continua la fortuna di questo capo rubato dal guardaroba delle ballerine, da riservare a giovanissime. Le proposte più belle viste da Moschino, in cui ha diverse lunghezze, materiali e colori, e da Fausto Puglisi, che preferisce modelli di tulle chiari sovrapposti.
  • Spolverino: aperto da Alberta Ferretti, a vestaglia di seta nella classica stampa con le meduse da Versace, a trench con stampa animalier da Roberto Cavalli, di suede da Tod’s, con spalla strutturata e avvitato da Max Mara, in tessuto tecnico e activewear da Sportmax. Davvero non ci sarà che l’imbarazzo della scelta della prossima primavera per quanto riguarda i coprispalla.
  • Abito sottoveste: femminile e sexy, si fa versatile grazie a accessori e colori diversi. Se Alberta Ferretti lo declina in nero o lamé, da Fausto Puglisi sembra trovato dentro al baule della nonna, tutto pizzo e ricami.
  • Metallizzato: tante le proposte brillanti e lucenti che hanno trovato nel lamé il loro tessuto, come gli abitini di Alberta Ferretti o gli abiti da sera di Dolce & Gabbana. Bella anche la vestaglia in verde mela di Blumarine.
  • Fiocchi: grandi e stilizzati alla vita, come li vuole Alessandro Michele per Gucci, o più discreti, come preferisce Alberta Ferretti. Il fiocco rimane un grande must capace di impreziosire i capi più banali.
  • Gonne a sigaretta: le donne non rinunciano a voler sedurre e così gli stilisti più attenti alle silhouette femminili morbide e sensuali hanno regalato una carrellata più che cospicua di gonne a sigaretta, come si è visto da Fendi e da Dolce & Gabbana.
  • Animalier: non solo da Roberto Cavalli, dove zebra e cavallino sono un segno di riconoscimento del brand dalla sua fondazione, o da Dolce & Gabbana, da sempre appassionati del genere. L’animalier conquista anche le passerelle di Prada e di Versace.
  • Anni Ottanta: la moda ha voglia di tornare ai suoi antichi splendori, così tra materiali pregiati, colori sgargianti e tagli sartoriali definiti, gli Eighties, (Mio Mini Pony compresi) da Gucci a Versace, da Fendi a Moschino, hanno tenuto banco tra le collezioni di quelle case che in quel periodo hanno conosciuto massimo splendore. Come a dire, nostalgia canaglia…