I Mondiali di calcio di Sudafrica 2010 non sono ancora entrati nel vivo nonostante sia già avvenuto il debutto di diverse nazionali tra le più attese. È quindi ancora presto per dire chi sarà ricordato come protagonista di questa edizione della Coppa del Mondo, ma di certo, a pochi giorni di distanza dal primo calcio di inizio, un ruolo di primo piano c’è chi l’ha già conquistato: la vuvuzela.

Che la caratteristica trombetta sudafricana sia destinata a diventare il simbolo di questo Mondiale è cosa ovvia, vero emblema del caldo tifo sudafricano che sta facendo discutere un po’ ovunque, anche a migliaia di chilometri di distanza dagli stadi teatro delle partite.

Già, perché il “pregio” delle vuvuzela non è solo quello di rendere unica l’atmosfera che si vive per le strade e dentro gli stadi del Sudafrica, con tanti giocatori che hanno affermato di avere perfino difficoltà a prendere sonno a causa dell’abitudine dei tifosi locali di suonare questi strumenti fin dalle prime ore del mattino, no, perché il loro inconfondibile suono, simile in tutto e per tutto al fastidioso ronzio di uno sciame di zanzare, sta infatti entrando sempre più nelle case, e nelle orecchie, dei tifosi sparsi in giro per il pianeta, trasmesso, ritrasmesso e amplificato dalla televisione.

Insomma, oltre ad azzerare la comunicazione tra i calciatori sul campo di gioco, le vuvuzela sono diventate ormai un sottofondo continuo e caratteristico di tutto quanto riguarda Sudafrica 2010, arrivando addirittura a scatenare le proteste di migliaia di telespettatori, anche su Facebook, verso alcune emittenti televisive, le quali hanno a loro volta girato le proteste alla FIFA e alla società HBS, che provvede alle riprese televisive delle partite del Mondiale.

Lo hanno fatto le emittenti pubbliche tedesche Ard e Zdf, i cui responsabili hanno detto:

I nostri telespettatori si lamentano, abbiamo avvertito la società di produzione HBS che stanno arrivando reclami. Non abbiamo presentato nessuna protesta ufficiale, ma anche altre TV europee si lamentano. Siamo ospiti in un altro paese e dobbiamo comunque convivere con un’altra cultura.

Ma analoghe proteste pare siano arrivate un po’ da tutte le televisioni che trasmettono le gare, con la HBS che si è però detta impossibilitata tecnicamente a filtrare il suono delle vuvuzela senza dover intervenire sul segnale internazionale complessivo, anche se stupisce come un semplice appassionato tedesco sia riuscito a studiare un apposito software in grado di eliminare dal flusso audio le frequenze dei suoni delle vuvuzela.

Da parte sua la FIFA, che in un primo tempo era sembrata sul punto di proibirne l’utilizzo negli stadi, ha rifiutato decisamente di imporre un qualsivoglia divieto, chiarendo anzi, per voce del presidente Joseph Blatter:

Non prendo in considerazione un divieto delle tradizioni musicali dei tifosi nel loro paese. Vorreste che venissero vietate le usanze dei fans nel vostro paese? […] Ho sempre detto che l’Africa ha un ritmo differente, un suono differente.

Insomma le vuvuzela sono un elemento caratteristico di Sudafrica 2010 e resteranno ancora per almeno tre settimane come sottofondo di tutte le telecronache, i tifosi se ne facciano una ragione o si tappino le orecchie: altre alternative non ve ne sono, a meno che non si decida di provare la soluzione sperimentata dall’appassionato tedesco o di seguire la partita azzerando del tutto l’audio.