Sono passati pochi minuti dalla fine della partita fra la Nazionale italiana e la Slovacchia: l’Italia è fuori dal Mondiale e, così, il sogno degli Azzurri e degli italiani si interrompe qui. Ma in Sudafrica si continuerà a giocare, si continuerà a sognare la Coppa del Mondo che, circa un’ora fa, era ancora simbolicamente nelle nostre tasche.

Parlare di Mondiali di Calcio di Sudafrica vuol dire ancora parlare di quella terra tanto sconosciuta quanto affascinante, dei suoi usi e costumi, ma anche delle sue piaghe. Fra queste ultime è impossibile non menzionare i frequenti e brutali stupri che ogni giorno le donne sudafricane subiscono.

E, così, complice l’evento sportivo più importante dell’anno, 30.000 preservativi antistupro saranno distribuiti gratuitamente alle donne sudafricane mentre, successivamente, saranno venduti al prezzo di due dollari.

L’iniziativa parte dalla dottoressa sudafricana Sonnet Ehlers che ha inventato il dispositivo, che si chiama Rape-aXe, non tanto per prevenire le violenze sessuali quanto per agevolare l’identificazione dello stupratore. Il preservativo, infatti, è composto da una membrana di plastica dura che si inserisce direttamente nella vagina.

Agisce come una vera e propria trappola visto che è provvisto di diversi denti i quali, a contatto col pene, causano dolori fortissimi. A quel punto, Rape-aXe può essere rimosso soltanto con l’intervento chirurgico e consentire, perciò, una facile identificazione del violentatore. La dottoressa ha infatti dichiarato:

Si, Rape-aXe può sembrare un congegno medievale, ma anche lo stupro è un’azione medievale che ha decenni distrugge la vita delle donne. Qualcosa bisognava pur fare. Grazie all’esistenza del condom antistupro gli uomini ci penseranno due volte prima di assaltare una donna.

Si spera solo che gli eventuali stupratori non si accaniscano ulteriormente contro le proprie vittime dopo aver realizzato di non poterle violentare perché ostacolati dal preservativo.