Di certo, in casa Rai, era preventivabile che trasmettere solo 25 partite sul totale delle 64 che compongono il calendario dei mondiali di calcio di Sudafrica 2010, avrebbe scatenato non poche polemiche da parte degli utenti nei confronti della radiotelevisione pubblica.

Polemiche che si vanno facendo roventi man mano che il campionato del mondo entra nel vivo, come abbiamo notato dai commenti ad alcuni nostri post che vedono il dito di chi paga il canone puntato contro le scelte dei dirigenti di Viale Mazzini.

Il dubbio che assilla in questi giorni gran parte dei tifosi italiani è essenzialmente questo: “È giusto che i mondiali di calcio, evento di interesse collettivo per antonomasia, siano appannaggio esclusivamente di chi può permettersi un abbonamento a Sky, unica emittente italiana che manderà in diretta i Mondiali di Calcio in forma integrale”.

Da qui la risposta di una parte degli appassionati, che si riversa sul Web cercando alternative, non si sa quanto legali, per poter accedere alla visione delle 39 partite “oscurate” in Italia. Lo scopo di molti infatti, in queste ore, è quello di accedere agli streaming delle partite di un certo interesse. È accaduto oggi per l’interessante Olanda-Danimarca (per la cronaca: finita 2 a 0 per gli “Orange”) e accadrà di nuovo per molte altre gare non trasmesse dalla Rai.

In questo contesto capita che siti come Justin.tv, UStream, o aggregatori come CoolStreaming, OnlineLive e OnlineTV, tanto per menzionare i più conosciuti, stiano facendo registrare un vero e proprio “booom” di accessi e di download, con migliaia di utenti pronti a scendere ai compromessi dovuti ad una discutibile qualità video o a commenti in lingue straniere pur di poter ricevere in diretta le immagini dei campi da gioco sudafricani.

Un disagio che ha acceso e che continuerà ad accendere tante discussioni ma che non è affatto un “inedito”. Infatti, già per la trionfale (per l’Italia) edizione di Germania 2006 la Rai trasmise solamente 25 partite in diretta, mentre il resto, allora come adesso, era in mano a Sky. Segno dei tempi che cambiano con contenuti di prestigio appannaggio sempre più spesso delle pay TV o semplice pessima gestione delle risorse in casa Rai? Difficile dare una risposta, anche alla luce di quanto avviene all’estero.

Infatti, pur non potendo non notare come al giorno d’oggi molti eventi sportivi, i cui costi per i diritti aumentano a ritmi insostenibili per le TV generaliste, diventano sempre più spesso accessibili solo a quanti accedono alle pay TV, per i Mondiali di Calcio il discorso è un po’ diverso. Per un evento talmente importante nel resto d’Europa le grandi emittenti gratuite, sia pubbliche che private, hanno fatto un certo sforzo per offrire le partite al pubblico, uno sforzo che in Italia, invece, non è stato fatto ed è per questo che nascono le polemiche.

Accade così che, ad esempio, nel Regno Unito, l’emittente pubblica BBC e la privata ITV riescano a fornire la copertura completa del torneo, così come in Francia fanno TF1 e in Germania ZDF: tutte in grado di garantire ben più delle 25 partite della Rai.

Una mancanza ancor più bruciante in ragione del fatto che i diritti integrali per Sudafrica 2010 erano già in possesso della Rai, che ha deciso poi di rivenderli in parte a Sky (riservandosi appunto solo 25 gare) nell’ottica dello scambio con i diritti delle Olimpiadi, acquistate in esclusiva dall’emittente di Rupert Murdoch, riuscita a superare in volata la Rai, che tradizionalmente non ha mai mancato i grandi appuntamenti con i giochi olimpici.

Insomma la scelta è stata quella di cedere buona parte dei Mondiali di Calcio per far quadrare i conti e avere accesso alla trasmissione delle prossime Olimpiadi (peraltro anche queste con forti limitazioni). Scelta che alcuni potranno definire sbagliata, ma che altri potranno definire opportuna. Questione di punti di vista.

Per tutti gli altri appassionati le alternative sono poche: o ci si abbona a Sky o ci si rivolte a palliativi come il già menzionato streaming Web o, per i più smanettoni, al satellite free-to-air, la sola piattaforma che consente, con una spesa tutto sommato contenuta per l’adeguamento o l’installazione dell’impianto, di avere accesso ad alcuni dei canali stranieri sopra menzionati dove poter seguire le tanto agognate dirette.

In quel caso la lingua dei commenti non sarà quella di Dante e non si avrà la passione contagiosa di un Caressa, tanto per dire, ma per seguire i Mondiali si fa di tutto… o ci si accontenta di quanto trasmesso dalla Rai.