Abbiamo già parlato di quanto siano diversi i bambini l’uno dall’altro, anche nello stesso ambito familiare, in quanto ognuno ha un carattere suo proprio e si comporta quindi in modo diverso secondo il proprio carattere. Ad esempio, c’è il bambino che ama il gioco di gruppo, mentre un altro preferisce giocare da solo e quello che invece è un po’ sognatore.

Dal gioco solitario a quello di gruppo

Fino a tre anni

Prima di questa età, in genere, il bambino non è in grado di condividere nessun gioco con i propri coetanei. Così il piccolo si diverte con i suoi giocattoli da solo, senza curarsi di stare insieme ai compagni; a volte li guarda mentre giocano ma non si unisce a loro. Tieni presente che l’età varia in base all’aspetto caratteriale individuale: ci sono bambini estroversi, che si buttano nella mischia, e altri timidi, che non riescono a staccarsi dalla propria mamma.

A quattro-cinque anni

Con il gioco parallelo il piccolo si diverte in modo indipendente accanto agli altri, ma non si unisce a loro. Per quanto vicini e con giocattoli uguali, i bambini non sanno ancora interagire fra di loro.

A cinque-sette anni

Si raffronta con gli altri compagni di gioco, scambiando i giocattoli con loro. Ciascuno bambino agisce, comunque, per conto suo; non è ancora presente divisione di compiti né coordinamento di attività ludiche.

Lo sapevi che…

C’è anche il bambino sognatore. Buono, tranquillo, sempre assorto nei suoi pensieri e nelle sue fantasie: sembra che la sua vita trascorra al rallentatore. Poco emotivo e anche un po’ apatico, difficile da sconvolgere. Alla base di questi comportamenti c’è quasi sempre un po’ di temperamento ”lento” e poco reattivo, che il bimbo manifesta fin dalla nascita, mostrandosi meno sensibile degli altri agli stimoli esterni e meno rapido nelle reazioni. Visto che percepisce in modo attutito tutti gli stimoli, è raro che pianga forte se si fa male, ma anche che si entusiasmi molto davanti ad un giocattolo nuovo.