Alla vigilia dell’uscita della sua biografia illustrata, realizzata come una sorta di reportage fotografico, Monica Bellucci parla del sentirsi donna a quarantasei anni, quando la bellezza esteriore inizia a svanire, anche se nel suo caso nessuno sembra accorgersene. E tra un’intervista e l’altra, ha anche il tempo di dire la sua sul caso escort di cui si parla molto in questi giorni.

Mamma, attrice affermata, moglie, la star perugina svela il suo pensiero sulla vicenda che ha coinvolto il Premier Silvio Berlusconi, e ci dà la sua definizione di questo fenomeno, che a suo parere è sempre esistito. Ruby Rubacuori e Nadia Macrì non sono casi eccezionali, ma solo due delle tante donne che hanno scelto una strada facile per uscire dall’anonimato.

Per quanto mi riguarda a 17 anni non avevo proprio nulla di una minorenne, ero una donna adulta, praticamente come adesso. È comunque un discorso vecchio come il mondo, donne attraenti che vanno con uomini di potere per averne dei favori, non mi sembra un male di oggi.

E mentre afferma di aver dato alle stampe questo testo ricco di scatti di nudo per dire addio alla giovinezza, seppure senza rimpianti e amarezze, Monica è una ferma sostenitrice della libertà femminile, che a suo parere deve risiedere innanzitutto nella testa di ciascuna donna.

Noi donne dobbiamo acquistare la libertà, prima di tutto nella nostra testa. Anche perché sappiamo fare tutto, come gli uomini, e in più possiamo avere figli.

Una possibilità che molte esponenti del sesso debole non prendono neanche in considerazione, preferendo essere spesso schiave di uomini potenti che offrono loro un futuro, diciamo così, facile e alternativo.

Intanto la bella attrice di Città di Castello, che ha costruito una carriera brillante e internazionale, si sente libera di donare i ricavati della biografia in beneficenza, all’Agop (Associazione genitori oncologia pediatrica) e a Pour Femmes (nata in difesa delle donne in difficoltà).