Aveva 19 anni e pesava 31 kg. E quasi mi sembra di sentire qualche mormorio…. “beata lei, così magra“…

No, non sono esagerata. Basta fare un giro sui siti pro-ana (quelli che insegnano come vomitare, mentire e non mangiare senza essere scoperti, per intenderci) per capire che non sto inventando nulla. E purtroppo l’esempio di Antonella, la ragazza che qualche giorno fa è morta di anoressia in Argentina, è tristemente calzante.

Era lei che pesava 31 kg. E’ lei che si è lasciata morire per una manciata d’idee. Prima quella ossessiva di dimagrire. Poi quella di rispettare un presunto precetto religioso, per cui “Dio cura ogni male” e dunque le medicine terrene, che pure i dottori hanno tentato di somministrarle, devono essere rifiutate.

Morire per un’idea. Era il motto della guerra di Troia, e non sto a rimarcare di quanti millenni fa si parli. E senza voler sminuire chi è morto prima di noi, oggi obiettivamente una vita vale molto di più. Perchè è potenzialmente più lunga, perchè costa molto di più (e non parlo solo di economia), perchè esistono infinite possibilità in più per tentare di essere felici e soprattutto perchè l’umanità dovrebbe aver raggiunto un grado di maturità tale da conferire il giusto valore alle cose.

Eppure siamo ancora capaci di spingere una ragazzina nel fiore degli anni a lasciarsi morire. Dico siamo perchè tutti abbiamo una parte di colpa. Tu che leggi, io che scrivo. Chi si erge a decidere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.

Il fatto è che le idee hanno comunque un gran potere, nonostante tutto. E, ahimè, nella maggior parte dei casi sono quelle autodistruttive a vincere. Perchè? Perchè vince la morte sulla vita di una ragazza di 19 anni?

Perchè vince l’idea di un corpo spigoloso e malato per rispondere a una moda che va contro ogni logica? Non me lo so spiegare. E non so spiegarmi nemmeno perchè a 19 anni non si riescano a trovare le motivazioni per inseguire l’amore, per coltivare l’amicizia, per far crescere le passioni. O perchè, se le idee sono così potenti, non si riescano a far passare semplicemente quelle costruttive.

La bellezza è importante, specialmente per noi donne. E’ come una seconda pelle, che solo in parte dipende dalla clemenza della natura. E’ un modo di esprimersi, è un atteggiamento. Ma mai deve diventare una ragione per vivere. O peggio una ragione per morire. Specialmente se quella bellezza equivale a una malsana idea fatta di scheletri, di spigoli e di zombie.

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