Laura Biagiotti è morta presso l’ospedale Sant’Andrea di Roma dove era ricoverata a seguito di un arresto cardiaco che l’ha colta mecoledì sera, nella sua casa di Guidonia, provocando un danno cerebrale. A dare l‘annuncio del decesso è stata sua figlia Lavinia Biagiotti con un tweet nel quale compare una foto della madre Laura accompagnata da un brano scelto dal Vangelo di San Giovanni.

La stilista viveva dal 1980 al Castello di Marco Simone, alle porte della Capitale, monumento nazionale dell’XI secolo fatto restaurare da lei e dal marito Gianni Cigna, deceduto nell’agosto del 1996. Attorno al castello nella campagna romana agli inizi degli anni ’90 è stato realizzato il complesso sportivo “Marco Simone Golf Club” del quale è presidente.

Da sempre amante dell’arte, aveva da poco prestato 116 opere di Giacomo Balla della sua collezione personale per la mostra “Designing The Future“, allestita fino al 25 giugno all’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra e curata da Fabio Benzi, direttore scientifico della Fondazione Biagiotti Cigna. Di notevole interesse, le sezioni dedicate alla moda e alle arti applicate, che comprendono pezzi storici di fondamentale importanza per ripercorrere la storia del Futurismo nei suoi rapporti con le avanguardie storiche europee.

La fama della Biagiotti è legata soprattutto alle sue creazioni di moda in cui metteva in scena una donna bambola, amante delle linee ampie, quasi danzanti attorno al corpo, spesso in bianco, a richiamare candore ed eleganza insieme. Nata a Roma il 4 agosto 1943 è stata, assieme a Krizia, una delle poche stiliste donne a guidare il made in Italy alla conquista dei mercati globali.

La sua prima collezione di prêt-à-porter risale al 1972, quando dopo aver fondato l’omonima casa di moda, presenta a Firenze i suoi abiti, imponendosi da subito all’attenzione della stampa e dei compratori di moda per il suo stile profondamente femminile. Per il recupero alla moda dei materiali pregiati il “New York Time” la insignisce del gratificante titolo di “Queen of Cashmere“.

Laura Biagiotti è un brand conosciuto in tutto il mondo, costruito in 30 anni di attività con il marito, Gianni Cigna – dalla cui unione è nata la figlia Lavinia, entrata in azienda nel 1997 e divenuta vice presidente dal 2005 – che ha da poco, nel 2015, festeggiato i 50 anni di attività. Le vetrine di Laura Biagiotti si affacciano nel cuore delle grandi metropoli di tutto il mondo: Roma, Milano, Venezia, Berlino, Parigi Mosca. New York, Pechino, Bangkok Seoul, Tokyo. Alle creazioni di moda si sono aggiunti negli anni quelle di maioliche d’arte e nel settore del profumo e della cosmesi. Il profumo Roma, dedicato alla Città Eterna, è distribuito nel mondo nel 1994 in oltre 30 milioni di flaconi Le oltre 30 licenze in Italia e all’estero sviluppano un fatturato globale, nel 1993, di oltre 250 milioni di dollari.

Galleria di immagini: Laura Biagiotti, la regina del Cashmere, foto

Nel maggio 1993 Laura Biagiotti riceve, a Pechino, il premio “Marco Polo” per essere stata la prima stilista a portare il Made in Italy nella Repubblica Popolare Cinese e il 4 dicembre del 1992, a New York, viene nominata “Donna dell’anno” per aver contribuito al prestigio dell’immagine della moda italiana nel mondo. A febbraio del 1995, per la prima volta, apre le porte del Palazzo del Cremlino presentando un grande spettacolo di moda e cultura a Mosca.