I bambini hanno un destino spesso deciso dai grandi. È successo questo a due gemellini nati prematuri da una ragazza di 21 anni, che ignorava la gravidanza gemellare e ha partorito il primo in casa a Ozzano Emilia, gettandolo poi nel cassonetto: un’emorragia l’ha condotta in ospedale dove ha dato alla luce il secondo gemello, che però non ce l’ha fatta. Un caso di violenza sui minori, fin dai primi giorni della sua esistenza, che sta facendo discutere il paese.

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Per la ragazza si spalancano una serie di ipotesi di reato: al momento è indagata infanticidio, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza. La morte di due bambini è sempre una tragedia, soprattutto quando si dovrebbero dare per scontate certe conoscenze, ma questo caso di violenza sui minori riapre un capitolo doloroso relativo alle gravidanze indesiderate.

Nessuno dei due gemellini così ce l’ha fatta, 23 settimane prima della fine del tempo non sono uno scherzo per nessuno, anche per chi ha una voglia disperata di nascere. La madre è indagata anche per sospetta induzione del parto e gli inquirenti stanno cercando di capire chi ne fosse a conoscenza, mentre i genitori affermano di non sapere nulla. Il presunto padre, o meglio quello indicato dalla ragazza, avrebbe negato di essere lui il responsabile della gravidanza.

Al di là di quello che la legge stabilirà, sicuramente la ragazza al momento è confusa e si renderà conto poi di quello che ha fatto, come ha sottolineato il primario del Sant’Orsola: non sarebbe il primo caso in cui una neomadre sarebbe stata presa dal panico. E ci sono delle responsabilità forti a carico della scuola e della società su una simile violenza.

Come può oggi una ragazza, che non è certo una minorenne, ignorare di essere incinta? Come può ignorare tutte le scelte che potrebbe avere, dall’aborto con la legge 194 all’adozione del nascituro, che potrebbe fare felice una coppia senza figli? Come si possono ignorare i metodi contraccettivi, alcuni dei quali salvaguardano dalle malattie sessualmente trasmissibili? Domande gravi, che non riporteranno in vita i due bambini, ma forse, rispondendo, si potrà salvare la vita di altri in futuro.

Fonte: Ansa.