È morto a Milano Raimondo Vianello, uno dei volti più amati del cinema e della televisione. L’attore avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 7 maggio.

Nato a Roma nel 1922, Vianello, noto al grande pubblico per la sua lunga carriera da attore nonché come personaggio televisivo insieme alla moglie, Sandra Mondaini, aveva esordito nel 1950 a 28 anni, interpretando un soldato nella rivista Cantachiaro di Garinei e Giovannini.

Da allora la sua carriera fu un crescendo di successi, in anni che lo videro protagonista a fianco di grandi nomi quali Carlo Dapporto, Macario, Gino Bramieri, Ugo Tognazzi, con cui farà coppia fissa per vari anni divertendo e intrattenendo il pubblico italiano.

È però del 1959 l’incontro che inciderà pesantemente sia sulla sua vita privata che su quella professionale. In quell’anno conosce infatti Sandra Mondaini, la compagna di una vita con cui darà vita a innumerevoli sketch al cinema e in TV.

Notevole fu l’apporto di Raimondo Vianello fin dai primi anni Ottanta all’affermazione dell’allora nascente televisione privata di Silvio Berlusconi, quando passò dalla Rai alla Fininvest mettendosi alla conduzione di programmi di successo come il Il Gioco dei Nove, Pressing per non parlare del grande successo ottenuto con la sit-com Casa Vianello, a fianco, ancora una volta, della moglie.

Meno frequenti le partecipazioni cinematografiche, anche se si ricordano almeno un paio di interpretazioni a fianco di Totò, una nel film Totò Sceicco e un’altra in Totò Diabolicus.

Se ne va quindi un grande personaggio che è entrato per tantissimi anni nelle case degli italiani presentandosi quasi in punta di piedi, mettendo in gioco tutta la sua sottile ironia, mai offensiva o volgare e sempre garbata, e i modi da gentiluomo vecchia maniera.