L’inventore del pacemaker, Wilson Greatbatch, è morto a Buffalo, nello Stato di New York, all’età di 92 anni. Si tratta di una perdita importante nel campo della medicina poiché è grazie al suo lavoro che si ha a disposizione quel dispositivo che oggi fa battere i cuori di milioni di pazienti.

Dopo essersi laureato in ingegneria, Wilson Greatbatch iniziò a studiare la relazione tra cuore e sistema elettrico e un giorno scoprì attraverso un resistore con una resistenza sbagliata che gli impulsi ricavati erano identici a quelli del battito del cuore. Anche se per caso, la scoperta permise la nascita del primo pacemaker.

La sua idea vincente è servita a ridare il ritmo a migliaia di cuori in tutto il mondo e nel tempo è stata perfezionata, tanto che oggi esistono pacemaker piccolissimi che si impiantano sotto la pelle: hanno la grandezza di una scatola di cerini e sono sofisticati tanto da trasmettere informazioni sull’attività del cuore a sistemi e di essere regolati dall’esterno.

Wilson Greatbatch aveva lavorato per applicare il dispositivo alle persone sofferenti di disturbi del ritmo cardiaco e inizialmente lo impiantò in dieci persone, con successo. Oggi, secondo le stime, vengono impiantati ogni anno almeno mezzo milione di pacemaker. L’importanza della sua scoperta è pertanto facilmente comprensibile, dato che si tratta di uno dei contributi più importanti dell’ingegneria per la società.

Scompare quindi un ricercatore che difficilmente il mondo della medicina dimenticherà: oltre al pacemaker, oltre 150 brevetti portano la firma di Wilson Greatbatch.

Fonte: Il Corriere.