La Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno è stata accusata di essere sottotono. In realtà, alle critiche si sono aggiunte le polemiche per alcuni film.

Questo è il caso di “Venti sigarette“, il film di Aureliano Amadei sulla strage di Nassiriya, dove il 12 novembre 2003 hanno perso la vita diciannove italiani. Nonostante il film abbia rischiato la censura e incontrato molti impedimenti per venire alla luce, ha raccolto il plauso della critica e del pubblico del lido.

“Venti sigarette”, adattamento cinematografico dell’omonimo libro, è scritto e diretto da Aureliano Amadei, l’unico sopravvissuto di quella strage, che si trovava in Iraq in qualità di assistente del regista Rolla.

Con maestria e passione, il giovane regista racconta quei tragici eventi attraverso gli occhi della pace e della profonda umanità. Riguardo alle polemiche, Amadei ha dichiarato:

Recentemente persone vicine al Ministero della Difesa hanno chiesto ai genitori delle vittime di protestare per bloccare il mio film. Per fortuna io conosco molti di loro e mi hanno detto che lo vedranno prima di giudicare. In Italia non si sa nulla di quello che accade in Iraq.

Il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, ha subito replicato:

Non c’è stata alcuna pressione.

In realtà, nel film Amedei non risparmia accuse e critiche verso i vertici politici e i mass media, interessati più all’apparire che al fare.

Applausi e qualche risata hanno accolto anche “La Passione” di Carlo Mazzacurati, secondo film italiano in concorso, che uscirà nei cinema il 24 settembre.

Il film è la storia tragicomica di Gianni (Silvio Orlando), un regista in crisi che dopo cinque anni lontano dai riflettori ha l’opportunità di ritornare alla ribalta scrivendo una sceneggiatura per Fiammetta, un’attricetta (Cristiana Capotondi) viziata e divenuta popolare grazie a una fiction TV. Commovente ma anche divertente, la pellicola è una riflessione personale e intima dello show business italiano.