Si è aperta ufficialmente la 72a Mostra del Cinema di Venezia. Ieri l’affascinante madrina Elisa Sednaoui, avvolta in un lungo abito grigio firmato Armani Privé, ha presentato la serata di inaugurazione dando il via alle danze. Peccato che chi aspettava di assistere a uno scatenato twist si è ritrovato immerso in un lento valzer d’altri tempi.

Galleria di immagini: Mostra del Cinema di Venezia: le foto del primo red carpet

Bisogna infatti ammettere che la serata ha mancato un po’ di brio, a partire dal red carpet che è apparso piuttosto sobrio, forse troppo, tanto da far scattare nei fan presenti più sbadigli che grida.

Quest’ultime ci sono stati solo per Jake Gyllenhaal, protagonista del film di apertura “Everest”, le cui fan (di tutte le età) si erano appostate in posizioni tattiche fin dal primo pomeriggio. Lui, sexy come non mai nel suo abito scuro, ha concesso loro qualche minuto tra selfie ed autografi. Jake, a differenza dei suoi colleghi Josh Brolin e Jason Clarke non è venuto accompagnato, anche se i paparazzi stanno ancora sperando di trovarlo in giro con qualche fanciulla (magari la sua ex Dakota Johnson, in procinto di arrivare anche lei alla Mostra dove presenterà due film).

L’unica altra presente del cast di “Everest” era Emily Watson (Keira Knightley e Robin Wright non pervenute), in un abito color petrolio che le appesantiva piuttosto la figura. Per il resto, a livello di colori per la scelta dell’outfit, il più gettonato è stato il bianco scelto dalle giurate Diane Kruger (in Prada), Elizabeth Banks (Dolce & Gabbana), Paz Vega (Ralph & Russo) e dalla super-top ospite Alessandra Ambrosio (Philosophy): tutte perfette, ma inutile dire che ci aspettavamo che osassero di più, soprattutto con trasparenze e scollature.

Tra le star ospiti anche Kasia Smutniak, in un abito beige (firmato Valentino) super-accollato e con troppe balze, tanto da sembrare uscita da un quadro di epoca vittoriana. Decisamente meglio Fiammetta Cicogna, in Alberta Ferretti, con un abito dalla stampa dai richiami retrò. Che dire: speriamo che il prossimo tappeto rosso sia più frizzante, da ogni punto di vista.