Dopo le prime polemiche, la Mostra del Cinema di Venezia riporta l’attenzione su temi scottanti e attuali presentando il primo dei quattro film italiani in concorso, ovvero “La Pecora Nera” di Ascanio Celestini, nonché la drammatica storia di “Miral” diretta da Julian Schnabel. I due film hanno raccolto gli applausi della stampa e del pubblico.

La Pecora nera“, che uscirà nelle sale cinematografiche il 15 ottobre, nasce dalla piece teatrale di Ascanio Celestini, ora al suo esordio dietro la macchina da presa, e vede tra gli interpreti Giorgio Tirabassi, Maya Sansa e Luisa de Santis. Ambientato nell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà, a Roma, il film racconta con poesia e delicatezza il mondo dei manicomi italiani. Celestini affronta il tema dei malati psichici attraverso l’orrore del disagio, la crudeltà dell’abbandono ma anche il doloroso silenzio che si celava intorno a quelle difficili realtà.

Il regista newyorkese Julian Schnabel, invece, con “Miral” racconta una storia drammatica tutta al femminile, tratta dal romanzo “La strada dei fiori di Miral” della giornalista e scrittrice palestinese naturalizzata italiana Rula Jebreal. Miral (Freida Pinto) è una ragazza palestinese che vive in Israele e che si ritrova a partecipare al fronte rivoluzionario anti Israele.

Così il regista Schnabel ha dichiarato:

Qualsiasi cosa si faccia è politica. Non credo che i film debbano per forza essere d’intrattenimento. Di solito quando lavoro una pellicola devo sentire la responsabilità verso l’argomento.

Il conflitto israele-palestinese viene così sviscerato attraverso gli occhi della giovane Miral, per diventare, grazie alla maestria del regista, una storia d’amore, di grande coraggio e soprattutto di speranza per il futuro.