Mostra internazionale di Architettura, organizzata dalla Biennale di Venezia e in programma dal 29 agosto al 25 novembre 2012.

Il padiglione italiano presente alla Mostra Internazionale dell’Architettura è un progetto dell’architetto e urbanista Luca Zevi, scelto dal ministero dei Beni culturali per il Padiglione Italia. È un luogo energeticamente autosufficiente che simula un ecosistema produttivo progettato appunto da Zevi, il quale con questo progetto ha voluto mettere in relazione l’architettura con l’economia, la cultura con le imprese.

Il Padiglione italiano sarà energeticamente autosufficiente. Per la prima volta, infatti, il Padiglione Italia sarà ecosostenibile e si presenterà come un progetto pilota per un nuovo modo di abitare. Sarà un luogo energeticamente autosufficiente che simula la costruzione di un ecosistema produttivo in cui i bisogni fondamentali dell’uomo, come il riparo, l’acqua, il cibo e l’energia, vengono messi a sistema in un ciclo chiuso, in grado di garantire la propria autosufficienza e di minimizzare la produzione degli scarti.

Il progetto punta sul risparmio idrico e sul riuso dei materiali. Nell’allestimento verrà mostrato come razionalizzare l’uso dell’acqua mediante sistemi di depurazione naturale e come prevedere un uso produttivo della vegetazione, in termini di qualità ambientale (comfort climatico e acustico), alimentare e sociale (l’orto, il giardino e l’allevamento di piccoli animali da cortile). Inoltre, tutti i materiali scelti per l’allestimento dovranno prevedere il “riuso” a fine mostra.

Il Padiglione Italia alla 13^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia deve diventare un’occasione per riflettere sul rapporto tra la crisi economica, l’architettura e il territorio, uno spazio in cui immaginare un progetto di crescita del nostro Paese. Luca Zevi, curatore del Padiglione Italia alla 13, ha creduto necessario fare questa premessa, per chiarire che il suo scopo primario è quello di un possibile connubio fra le ragioni dell’architettura, del territorio, dell’ambiente con quelle dello sviluppo economico, per un rapporto positivo tra architettura, crescita e innovazione.

Zevi presentando il suo progetto alla stampa nel maggio scorso a Roma ha spiegato: “Se negli ultimi trent’anni vi è stato un dominio della finanza, nei prossimi anni dovrà tornare a essere centrale il lavoro. E credo che nel messaggio di Adriano Olivetti vi sia un seme che dice che si può essere imprenditori producendo beni eccellenti, realizzando servizi qualificati e, al tempo stesso, facendosi carico dello sviluppo urbanistico”.