Per una malattia contro cui ha combattuto a lungo muore a Roma, all’età di 80 anni, Carla Fendi, la quarta delle cinque sorelle stiliste che hanno reso celebre negli anni Ottanta in tutto il mondo il marchio Fendi, nato nel 1925 dalla pellicceria dei genitori Adele Casagrande ed Edoardo Fendi, che ha festeggiato da poco i suoi 90 anni.

Tra Anna, Alda, Franca e Paola, Carla Fendi è stata una grande comunicatrice, forse la più lungimirante, e al suo apporto creativo in maison ha saputo aggiungere una rilevante componente di pubbliche relazioni che – negli anni – si è evoluta nell’impegno della Fondazione Fendi.

Carla Fendi, dopo gli studi classici, entra alla fine degli anni Cinquanta, ancora giovane, nell’azienda di famiglia, e completa la sua formazione con esperienze nell’amministrazione, nella produzione, nella vendite, nella progettazione, dove lavora, insieme alle sorelle, a fianco di Karl Lagerfeld. Già negli anni Sessanta si dedica al settore delle relazioni pubbliche puntando sul difficile mercato americano: i successi ottenuti qui sanciscono la celebrità di Fendi nel mondo.

Carla si occupa per decenni a tutto tondo della comunicazione, dell’ufficio stampa, della pubblicità, dell’immagine e delle manifestazioni. Proprio in questo ambito scatta, negli anni Ottanta, il colpo di fulmine con il Festival di Spoleto: mentre, grazie all’impegno del Maestro Giancarlo Menotti il Festival dei Due Mondi diventa uno dei più importanti del panorama internazionale, Carla lega indissolubilmente il nome di Fendi alla manifestazione, un’alleanza che ha permesso alle due realtà di crescere insieme.

Carla Fendi ricopriva il ruolo di presidente onorario di Fendi (l’azienda fa ora parte del gruppo LVMH) e di presidente della Fondazione Carla Fendi, nata nel 2007 per dare contributo e assistenza per preservare beni e valori culturali del passato e per garantirne la continuità e la crescita nel futuro, principalmente nel campo dell’arte, della letteratura, del cinema, della moda, dell’ambiente e del sociale.

Un impegno concreto, continuo, appassionato, tanto che uno dei primi a commentare la triste notizia è stato il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, con parole che rendono giustizia a una grande donna la cui assenza, da oggi in poi, peserà molto, in Italia e nel mondo: “Sono molto addolorato per la scomparsa di Carla Fendi una donna colta e sensibile che ha fatto del mecenatismo una cifra della sua vita. Sono passate solo poche settimane da quando abbiamo presentato insieme la sessantesima edizione del festival di Spoleto e abbiamo parlato dei tanti progetti della sua Fondazione nata per sostenere la cultura e sensibilizzare i privati per la preservazione di beni e valori culturali del passato e garantire la continuità e la crescita nel futuro. È un giorno triste per la cultura italiana, se ne va una donna colta e sensibile di cui sentiremo la mancanza”.