Avevamo dato l’annuncio della nascita della figlia solo ieri, e ora la madre Idil, erroneamente chiamata in un primo momento Edil, lascia il marito Issa e la piccola che portava in grembo.

Come da protocollo medico, dodici ore dopo la nascita della figlia, alle 22.10 i medici dell’ospedale Sant’Anna di Torino hanno staccato la spina che teneva in vita la donna, in coma irreversibile da un mese.

Un esito purtroppo prevedibile ma doloroso in una giornata dove la morte e la vita si stringono un patto scambiandosi i ruoli.

L’arrivo della piccola, che porta lo stesso nome della madre, condotta fino alla 28esima settimana di gravidanza e nata per parto cesareo, aveva rasserenato un po’ gli animi.

Il primario di Terapia Intensiva, Enrico Bertino, aveva invitato comunque alla cautela dichiarando che:

Si potrà capire solo giorno per giorno come si evolverà la situazione.

Il padre, d’accordo con le richieste dello staff medico di far nascere la figlia, aveva detto:

Fate come ritenere più opportuno, l’importante è che mia moglie non soffra.

E a chi gli domandava cosa avrebbe detto alla piccola una volta cresciuta, aveva risposto con un semplice ma efficare:

Cosa dirò a Idil quando sarà grande? Che lei è un miracolo vivente.