Si è spento ieri all’età 89 anni il regista Eric Rohmer, uno dei maestri del cinema francese e della Nouvelle Vague. Rohmer era ricoverato da una settimana in una clinica affetto da un male incurabile. Nato a Nancy 4 aprile 1920, il cinema di Rohmer è sempre stato caratterizzato da un impronta quasi documentaristica, il maestro francese, infatti, era davvero unico nell’analizzare le vicende dell’animo umano.

I suoi film sono stati spesso caratterizzati dall’essere circoscritti in ambienti ristretti, piccoli spazi all’interno dei quali i protagonisti venivano seguiti nei loro tormenti più intimi. Prima di donare la sua esistenza esclusivamente al cinema, il regista francese aveva conseguito una laurea in Letteratura, per poi iniziare a collaborare, nel 1948, con “La Revue du cinéma“, periodo durante il quale entra in contatto con registi del calibro di Jean-Luc Godard, Jacques Doniol-Valcroze, André Bazin e Jacques Rivette.

Eric Rohmer ha realizzato 24 film in più di 50 anni di carriera da regista, era sua abitudine programmare film e dividerli in cicli, e infatti la sua produzione può essere sostanzialmente raccolta in tre periodi: i Racconti morali, le Commedie e proverbi e i Racconti delle quattro stagioni. Fra i film più importanti del regista vanno di sicuro ricordati: “La mia notte con Maud” (1969), “Il ginocchio di Claire” (1970), “Pauline alla spiaggia” (1982), “Il raggio verde” (1986), “Racconto di primavera” (1990), “Un ragazzo, tre ragazze” (1992), “Racconto d’autunno”(1998),”Triple agent” (2004).