Ken Russell si è spento all’età di 84 anni. Il cineasta britannico è stato uno degli autori chiave degli anni ’70, precursore di un cinema visionario, eccentrico, da alcuni ritenuto persino scandaloso, per i contenuti scabrosi e nevrotici dei suoi lavori.

Ken Russell raggiunse il successo nel 1969 con “Donne in Amore”, terzo film da lui diretto e tratto dal romanzo di David Herbert Lawrence, che infrangeva già i tabù di allora. Nel 1971 portò sul grande schermo un grande scandalo: “The Devils” (I diavoli) con Vanessa Redgrave e Oliver Reed.

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Il film è una provocatoria rivisitazione del Medioevo, che racconta la storia di un abate francese donnaiolo e ribelle, lo scontro con le sfere ecclesiastiche all’epoca di Richelieu e Luigi XIV e la persecuzione delle streghe in quel periodo.

Presentato alla Mostra di Venezia, il film è stato fortemente criticato dal Vaticano al punto tale che venne censurato e successivamente sequestrato. La proiezione della pellicola causò anche il licenziamento del direttore della Mostra del Cinema, Gianluigi Rondi. Anche il poeta Giovanni Raboni, che difese l’opera di Russell su Avvenire, fu silurato dal quotidiano della Cei.

Russell ha preso spunto per le sue vicende dalla letteratura alta e scandalistica, dando il suo tocco “barocco”, nevrotico e geniale. Il regista britannico ha inoltre il merito di aver portato sul grande schermo l’opera avveniristica e psichedelica degli Who, “Tommy”. Tra le altre opere da annoverare, il film di fantascienza “Stati di allucinazione”, il capolavoro musicale “Lisztomania”, il noir erotico “China blue”.

Fonte: Corriere della Sera