Sergio Pininfarina è stato il simbolo dell’eleganza e del design italiano nell’industria delle automobili. Il designer piemontese si è spento a quasi 86 anni, al termine di una vita costellata di successi, ma anche di grandi dolori, come la scomparsa del figlio Andrea. Nella mente degli italiani restano indelebili alcune della auto che lui disegnò, come la Ferrari Testarossa, la Peugeot 406 coupé, il coupé della FIAT ma anche la Maserati Quattroporte.

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Presidente di Confindustria dal 1988 al 1992, i meriti di Sergio Pinifarina, che aveva ereditato l’azienda paterna e l’aveva portata avanti fino a pochi anni fa, sono stati sempre ampiamente riconosciuti, tanto che nel 2005 era stato insignito della carica di senatore a vita da parte dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Una famiglia impegnata nel mondo delle automobili, Sergio Pininfarina era figlio di Battista Pinin Farina (Farina era il cognome di nascita anche del designer) e cugino del campione del mondo di Formula 1 Nino. La morte lo ha separato dalla moglie Giorgia e dai figli Lorenza e Paolo.

Eloquente e commovente il ricordo di Luca Cordero di Montezemolo:

«Lo ricordo come una persona che è stata fondamentale nella storia e nel successo della Ferrari, una persona che ha legato il suo nome ad alcune delle più belle vetture. Con lui ho lavorato per fare insieme la Maserati Quattroporte e mi ricordo le tante discussioni ma alla fine le sue capacità e il suo senso dell’eleganza prevalevano sempre. A lui e al figlio Andrea abbiamo dedicato la Ferrari Sergio e Andrea Pininfarina, lo ricordo come un grande esponente di un bel made in Italy nel mondo. Il suo marchio, le sue capacità, il suo nome, nel Giappone negli Stati Uniti e in qualunque parte del mondo erano conosciute. È sempre stato portato al dialogo, alla lealtà e sempre soprattutto orientato a una grande competenza e passione per il mondo industriale e manifatturiero e ha sempre considerato, come è giusto che sia, che chi lavora nell’azienda è il più grande patrimonio di ogni imprenditore e quindi è sempre stato per relazioni industriali molto aperte, molto chiare.»

Fonte: Ansa.