Nel corso del 2011, tre italiani su quattro hanno chiesto almeno un prestito. ”Intanto compro, poi pagherò”...sta diventando un fatto di costume oppure una necessità? Il mutuo della casa, l’automobile, le cure odontoiatriche e le nozze dei figli. Le famiglie italiane sono sempre più indebitate e, sembra, sempre più propense a farlo.

Dall’inizio di quest’anno i prestiti finalizzati sono aumentati del 3%, quelli personali del 2%. Secondo gli ultimi studi di diversi istituti di ricerca, nell’ultimo anno tre italiani su quattro hanno effettuato almeno un acquisto pagandolo a rate. Tuttavia, gli importi di prestiti e finanziamenti sono quasi sempre abbastanza contenuti: tra 5 e 20mila euro per il 65% dei richiedenti.

Una moda o una necessità?

Viene da chiedersi, quindi, se questo ricorso al ”pagherò” sia un vero e proprio stato di necessità o solo una nuova moda comportamentale, dettata soprattutto dalla nostra consolidata incapacità di compiere rinunce. Quello che è certo, comunque, è che le tentazioni in questo senso giungono da ogni dove e che quasi tutti gli esercizi, specialmente le catene della grande distribuzione, straripano di offerte che non strizzano più l’occhio al prezzo speciale, ma alla possibilità di pagare tutto in un numero sempre crescente di rate dall’importo sempre più basso e, spesso, facendo addirittura slittare nel tempo (anche di sei mesi) il primo versamento.

Al di là dei singoli acquisti, le stesse formule di credito inseguono categorie di persone sempre più vaste, attraverso messaggi pubblicitari che si rivolgono nello specifico a lavoratori autonomi, atipici, pensionati o addirittura ai cosiddetti cattivi pagatori. A indebitarsi di più, infatti, sono i giovani dai 35 ai 44anni, cioè coloro che hanno spesso un lavoro non fisso ed evidentemente uno stipendio troppo basso per far fronte alle spese di famiglia. Ed è proprio in famiglia che si sono concentrati sondaggi e ricerche per scoprire come e perché negli ultimi tempi si ricorre sempre più spesso al cosiddetto credito al consumo.

Banche e finanziarie sono molto attente a queste nuove forme di mercato, dove il primo bene di consumo sembra essere il denaro stesso. Lo dimostra la varietà di prestiti nati negli ultimi anni, fino alle cosiddette maxirate o rate uniche, un sistema di rifinanziamento dei debiti pregressi, con rate più leggere, ma protratte per più tempo.