In base ai dati della Banca d’Italia di gennaio 2012, le erogazioni trimestrali dei finanziamenti per l’acquisto della casa hanno evidenziato una tendenza al ribasso se rapportate ai periodi precedenti, confermando così il trend alla contrazione già rilevato nel corso del secondo trimestre 2011.

Tuttavia, bisogna tener presente, oltre alla congiuntura socio economica che ha interessato l’area euro, il fatto che il ribasso della richiesta di mutui è dovuto anche al rallentamento delle operazioni di sostituzione e surroga, che, secondo Tecnocasa, nel terzo trimestre 2011 hanno rappresentato circa il 2% dei volumi, a fronte del circa 13% dell’anno precedente.

Analizzando il valore delle consistenze dei mutui in essere, dopo un iniziale periodo di flessione tra il primo e il secondo trimestre del 2008, in Italia si registra un trend di crescita fino ad volume record di 315.405 milioni di euro del terzo trimestre 2011, con un aumento pari a +0,67% rispetto al secondo trimestre 2011.

Andando ad analizzare la quantificazione media dell’importo di mutuo, nel terzo trimestre del 2011, a livello nazionale si è registrato un lieve incremento rispetto allo scorso trimestre, calcolato a livello medio nazionale in circa 125.600 euro: rispetto al secondo trimestre 2011, calcolato in 124.900 euro, si è riscontrata quindi una maggiore quota media erogata per ogni finanziamento con una differenza pari a circa 700 euro pari a +0,56%.

Il mercato del credito alle famiglie nei primi mesi del 2012 viene influenzato, ovviamente, dalla forte criticità della contingente situazione economico-finanziaria a livello mondiale. Per cui è ovvio il calo della domanda da parte delle famiglie con un -44% a gennaio 2012, in quanto le famiglie sono diventate più prudenti. Comunque, anche con una domanda in calo, in Italia non è venuto a mancare l’apporto al credito alle famiglie. Semplicemente il mercato ha preferito concludere operazioni con persone di media età e famiglie con maggiore reddito e occupazione stabile.

Volendo fare un’analisi coerente della situazione dei mutui, resta ferma una realtà: le variabili del mercato dei mutui saranno sempre le stesse, ossia la fiducia dei consumatori, l’occupazione e il reddito. E in quanto all’offerta bancaria, dipenderà essenzialmente, come sempre, dall’andamento dell’economia del Paese e privilegerà, come sempre, le operazioni di acquisto alle surroghe e sostituzioni, oggi come oggi assolutamente antieconomiche.