Nuova bufera politica per il centro-destra: dopo le polemiche per le feste con la minorenne Ruby Rubacuori e le dichiarazioni sui gay, un altro scandalo sessuale si abbatte sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. E, insieme a lui, pare sia coinvolto anche il Ministro Renato Brunetta.

Nadia Macrì, 28enne di Reggio Emilia, si aggiunge alla lista delle conquiste del Premier, subito dopo Patrizia D’Addario e il presunto love affair con Noemi Letizia. Interrogata dai giudici di Palermo in merito a una vicenda di spaccio e prostituzione, Nadia ha rivelato di essersi concessa a Silvio Berlusconi per 5.000 euro e a Renato Brunetta per 300 euro. Date queste nuove dichiarazioni, appare chiara l’ultima tendenza del Governo italiano: perpetuare lo stereotipo della donna oggetto, considerando il genere femminile come un giocattolo a uso e consumo dell’uomo.

Nadia è entrata a far parte del giro di prostituzione governativa grazie a Perla Genovesi, una ex collaboratrice parlamentare indagata per festini a luci rosse e abuso di cocaina. Grazie al supporto di Lele Mora e di Emilio Fede, proprio come successo per Ruby Rubacuori, la Macrì ha conosciuto il Presidente del Consiglio e, dopo una festa a Villa Certosa, ha deciso di donare tutta se stessa a Berlusconi sotto lauta ricompensa.

La ragazza svela, inoltre, di aver rivelato da subito la sua attività di prostituzione al Presidente che, senza troppe remore, le avrebbe consigliato di continuare questa strada, seppur mantenendo il più stretto riserbo.

La giovane, all’epoca dei fatti, era accusata di maltrattamenti nei confronti del figlio. Perla Genovesi, perciò, la fece incontrare con Renato Brunetta, per verificare se vi fossero delle scappatoie a questa pesante denuncia. A quanto pare, Brunetta avrebbe consumato un rapporto sessuale con la Macrì in questa occasione, pagando 300 euro. Il Ministro, tuttavia, ha smentito ogni affermazione, sottolineando di aver aiutato Nadia senza nessun favore in cambio.

Quale sia la verità è davvero difficile stabilirlo, ma un fatto rimane certo: il mondo politico non sembra conferire giusto valore al ruolo della donna, relegata a semplice macchina del sesso. Il genere femminile può aspirare ad una condizione migliore di vita non grazie a impegno, istruzione e carriera, bensì tramite attività di escort, droga e festini, a cui spesso partecipano ragazze minorenni. Si tratta di un quadro davvero svilente per l’emancipazione sia dell’Italia che della donna stessa, in un Paese sempre più alla deriva in termini di eguaglianza fra i generi.

Ecco alcune immagini della giovane, fornite da Repubblica. Nadia, nel frattempo, su Facebook racconta la sua vicenda, chiedendo il supporto del pubblico.