Spezzarsi un’unghia: il tripudio della tragedia greca al femminile, il simbolo di tutta una pantomima che ci vede da sempre impegnate su fronti estremamente superficiali, se non ridicoli. O almeno, è quel che sostiene il senso comune, soprattutto quando quest’ultimo è assimilabile alla nostra cultura prevalentemente maschilista.

Per carità, sono anche molte donne a considerare stupidaggini questioni della portata di un’unghia rotta; lo farei anche io, se non fosse che un’unghia mi costa circa 5 euro al mese, che moltiplicato per 10 (dita, perchè solitamente farle tutte insieme implica una certa coerenza espressiva totalizzante) fa 50, diverse ore a disposizione, nonchè una spiccata capacità organizzativa per trovare e incastrare tempi e modi. Chi me lo fa fare?

Ecco questa è una domanda che merita una risposta approfondita, i motivi sono tanti. Personalmente se non facessi la ricostruzione col gel avrei le unghie spappolate a partire dalla radice, il che non è affatto bello a vedersi, ma francamente crea anche un certo dolorino costante e fastidioso. Poi è una questione di ordine, di presentazione, di “biglietto da visita” al lavoro o nelle occasioni speciali, oppure è semplicemente una questione di estetica intesa come pura espressività.

Ma niente, per gli uomini continua a trattarsi di un argomento futile. L’ho riscontrato prepotentemente stamattina, quando alle 7.35 ho ricevuto una disdetta dall’estetista per oggi alle 15. Nulla di preoccupante, se non per il matrimonio che mi aspetta domani. Il livello di sconcerto per la sfiga ricevuta è arrivato al punto tale da farmi sbottare appena arrivata in ufficio in merito alla faccenda.

L’unico mio collega maschio ha dunque cominciato un’esilarante quanto fastidiosa commediola sulla futilità del mio cruccio; tuttavia, oltre al profondo disturbo per il cambio di programma all’ultimo minuto utile, e oltre all’ansia di non sapere come risolvere la questione (da sola il gel non lo so e non lo posso fare e dal mattino per il pomeriggio in questa stagione è praticamente impossibile trovare un buco), mi sento di dissentire dal suo sfottò.

Perchè sì, cari maschietti, un’unghia spezzata (o nel mio caso ben cinque attualmente) è una piccola, grande tragedia organizzativa/logistica/economica. Che si traduce in stress/nervoso/ansia e in una clava che vi tireremmo beatamente dietro alla Wilma maniera.

No, non è per prendercela con voi, no; voi non ne potete nulla. Voi siete solo quelli che, se noi non siamo in ordine, curate, carine e presentabili, girate la testa dietro a qualunque altro lato b. Cosa dite?!? Le unghie non centrano? Bè, sappiate che non è così: perchè se non le curiamo, rischiano di affilarsi. E chi ha orecchi per intendere….

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