Napoli non è una città senza problemi. Ma quel tweet di Roberto Bolle che si indignava per i senzatetto accampati nei portici del teatro San Carlo ha fatto levare un coro di opinioni contrarie. Perché Napoli, come tutte le metropoli, non può non possedere delle caratteristiche stridenti, delle grosse contraddizioni, ma soprattutto molti non hanno trovato giusto stigmatizzare come i clochard siano “gente brutta” che si trova in un “luogo bello”. Il tweet di Bolle è stato subito cancellato.

Il commento di Roberto Bolle ha ricevuto molte critiche a partire dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris che, senza polemica, ha rimarcato l’impegno dell’amministrazione comunale nei confronti dei senzatetto, e non solo quelli stanziali al San Carlino. Intanto, esplodeva su Twitter la tendenza a chiedere a Bolle di ballare e non parlare, perché con la sua dichiarazione ha fatto una grossa gaffe.

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Perché a molti sembra che sia così facile parlare quando si ha molto, criticare chi non possiede nulla. Un po’ come l’ondata di indignazione che aveva seguito le dichiarazioni del viceministro Michel Martone che aveva definito “sfigati” gli ultraventottenni all’università, generalizzando e senza tenere conto di una serie di possibilità, come gli studenti lavoratori e così via. Ma va considerato, a discolpa di Bolle, come in 140 caratteri non si possa esprimere un pensiero completo.

Ma quando si parla nello specifico di Napoli, l’approccio di Roberto Bolle è stato considerato errato: è stato come cancellare l’estrema bellezza di questa città e puntare il dito sulla povertà senza esaminarne a fondo le ragioni. Bolle, comunque, si è giustificato spiegando che è stato frainteso, dapprima via Twitter, in un secondo momento attraverso il proprio ufficio stampa:

«Bolle è anche ambasciatore di buona volontà dell’Unicef e si è sempre impegnato per i più bisognosi, partecipando a numerose iniziative di solidarietà e beneficenza. Il messaggio è stato male interpretato. Era rimasto colpito proprio dalle condizioni di disagio di queste persone meno fortunate, che stanno patendo in questi giorni più di qualsiasi altro la neve e il gelo. L’intenzione era semplicemente quella di richiamare l’attenzione su di loro.»

In ogni caso, la polemica non si placa: confondere l’etica con l’estetica non è mai una buona mossa. Sarebbe interessante sapere a questo punto cosa ne pensano gli ultimi, i clochard, che non hanno voce, forse perché non hanno un ufficio stampa e non hanno neppure un computer e un account Twitter.

Fonte: Corriere della Sera.