Per la terza volta nella sua lunga carriera, Nanni Moretti si aggiudica il Nastro d’argento come miglior regista per “{#Habemus Papam}”.

Ma il film fa incetta anche di altri riconoscimenti, raccogliendo in tutto sei premi: miglior regia, miglior film, miglior fotografia, migliore scenografia, migliori costumi e migliore produzione, quest’ultimo sempre a beneficio di Moretti in comunione con Domenico Procacci.

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L’edizione 2011 del prestigioso premio, che va in scena a Taormina dal 1946, è stata insomma di dominio assoluto di Moretti, che ha raccolto quasi tutti i premi per cui aveva ricevuto la nomination.

Già in passato il regista romano aveva conquistato la giuria del Nastro d’Argento, guadagnando il premio per il miglior soggetto con “Ecce Bombo” del 1978, e “Palombella rossa” del 1990.

Prima di “Habemus Papam” aveva già vinto come miglior regista con “Caro Diario” del 1994, e “La stanza del figlio” del 2001.”Il caimano”, le cui polemiche per la rimandata messa in onda sulla Rai sono proprio di questi giorni, si guadagnò invece la migliore produzione nel 2007.

Habemus Papam” aveva fatto parlare di sé prima ancora di essere proiettato nelle sale per la tematica delicata che affronta. La storia si basa sulla vicenda di fantasia, ma di fatto plausibile, dell’elezione di un nuovo Papa non pronto ad assumersi un ruolo tanto importante.

Con l’ultima fatica, dopo il Silvio Berlusconi de “Il caimano”, Moretti ha quindi deciso di toccare un altro punto delicato di questo paese, ipotizzando l’elezione al soglio pontificio di un uomo debole, confuso, impaurito, preda di attacchi di panico e desideroso solo di fuggire da un fatto più grande di lui. Una crisi identitaria e molto umana, che crea però un’empasse istituzionale talmente inaspettata da risultare talvolta persino comica.

Il Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, che da sempre gestisce e conferisce il Nastro d’argento, sembra quindi aver voluto premiare l’intero progetto di “Habemus papam”, dall’idea originaria alla sua realizzazione su pellicola.