Il Natale 2011 è in arrivo: fervono i preparativi per la festa più bella dell’anno, ma in tempi di crisi non si sa mai cosa cucinare per quei giorni. È già stato stimato che gli italiani spenderanno fino a un massimo di 80-85 euro per il cenone natalizio, il che potrebbe essere anche un budget alto: dipende da quante persone si hanno a tavola. Per cui ecco delle idee per sostituire gli ingredienti più costosi, senza perdere il gusto.

A Natale 2011, come fare quindi per mangiare bene risparmiando? Si parte dal pesce, che poi è l’alimento più costoso in generale. Con il pesce, se non si hanno esigenze particolari, la parola d’ordine è sostituire. Cioè se si volesse preparare qualcosa che ne richiede uno costoso, si deve trovare un succedaneo, come l’astice al posto dell’aragosta, le mazzancolle al posto dei gamberi, le uova di lompo al posto del caviale. Certo, è impensabile dire che tutte queste cose si equivalgono e sono dei succedanei tout court, ma in tempi di crisi, basta accontentarsi con poco.

Lo stesso vale per la carne: ci sono alcune qualità molto più pregiate o altre semplicemente più costose. Intanto si dovrebbero rifuggire le ricette pronte della macelleria: suvvia, un po’ di fantasia in cucina non dovrebbe mancare mai, per cui acquistare dei piatti già pronti da cuocere soltanto, benché presentino tanti ingredienti e un bell’aspetto, a Natale 2011 e nelle occasioni importanti è un insulto alla creatività.

Con le verdure il problema non c’è (soprattutto di stagione come cicorie o finocchi), mentre con le uova il discorso è semplice: più le galline sono state allevate con metodi naturali e senza costrizioni, più costano. Se proprio si deve risparmiare, le uova rappresentano un fattore di minore importanza sull’incidenza della spesa, ma se si vuole guardare al centesimo, il destino delle galline sembra essere loro malgrado la batteria. Come si sceglie la frutta? Si sceglie cercando di valorizzare i frutti autoctoni: mandarini e arance hanno proprio il sapore dell’atmosfera natalizia ed essendo di stagione e italiane costano meno della frutta esotica.

Per quanto riguarda salumi e formaggi, meglio sceglierli in discount. Sempre affidandosi a dei marchi apparentemente sconosciuti che in questi anni abbiamo provato pian piano, i discount posseggono una grande varietà di salumi e formaggi: c’è solo l’imbarazzo della scelta, dai diversi tipi di cacciatorino alla spianata calabrese, alla nduja, al brie, al gorgonzola, all’emmenthal. Lo stesso vale per la pasta: esistono tanti marchi semisconosciuti che hanno degli ottimi tagli trafilati al bronzo, basta sperimentare un po’.

Infine, il grande nodo è rappresentato dal vino o dagli alcolici, che hanno sempre un costo alto. Non è sempre detto che la qualità abbia prezzi altissimi, ma qui vale in generale la regola dell’utilizzo di prodotti autoctoni. Meglio privilegiare il vino ciascuno della propria regione: in questo modo ha un costo contenuto e non si rinuncia al gusto. Con lo champagne, il trucco è sperare nell’offerta nelle settimane precedenti al Natale e acquistarlo con abbondante anticipo, oppure decidere di optare per lo spumante italiano. A chi non piace il dolce, il prosecco ha naturalmente un costo più contenuto rispetto allo champagne.