Natale 2011 è in arrivo, e come sempre è odissea nei canili. È tempo di ricorrenze e di celebrazioni, di pranzi e di cenoni. Ma non è festa per tutti. Sono sempre di più gli animali costretti alla solitudine in “centri di accoglienza” che spesso non sono degni di questa etichetta. Luoghi in cui viene riservato loro lo stretto indispensabile per sopravvivere, ma al posto del calore di una famiglia si devono accontentare del freddo delle loro gabbie.

In questo Natale 2011 facciamo la buona azione di affidare un “quattro zampe” a qualcuno di fiducia, ma non senza criterio. E questo è il periodo ideale per dare una svolta alla vita di molti cuccioli, ma anche a quella di chi li riceverà in dono. Scelta saggia ma che va ben ponderata, sia che l’animale provenga da un canile sia da un gattile.

La prima cosa da capire è che più che la scelta del cane siamo di fronte alla scelta del “padrone”. Non tutti sono in grado di prendersene cura come si dovrebbe, e non è soltanto una questione di soldi. Un cucciolo non è un giocattolo, e la parola d’ordine è responsabilità. Un esempio? È normale che i bambini siano affascinati da cani e gatti, ma non possiamo donargliene uno senza tenere conto di chi siano i loro genitori. Più che l’amico tutto pelo, è il futuro proprietario a dover essere affidabile, e dotato della pazienza e dello spazio necessario per non far sentire l’animale di nuovo in gabbia.

Certo, anche cani e gatti devono essere selezionati con cura. Il criterio? Di certo non quello estetico. È normale che ci si orienti sui cuccioli più teneri, quelli dallo sguardo più dolce, ma così facendo chiudiamo gli occhi di fronte alla cosa più evidente, ovvero che il principio che ci deve guidare nella scelta sono le attuali condizioni di vita del cane. La vera domanda è: quale tra i “candidati” è il più bisognoso di un riscatto esistenziale?

E riusciamo, noi, regalandolo a qualcuno di fiducia, a garantirgli un destino più dignitoso? Altri fattori di vitale importanza sono la taglia (quando sono ancora piccoli il segreto è guardare le zampe, se sono grandi cresceranno sicuramente parecchio), di quali cure necessita in particolare, il carattere. Anche se il modo di comportarsi degli animali è quasi sempre lo specchio di quello dei loro “padroni”.

Come detto, la prima tappa va fatta al canile o al gattile. Non si spenderà niente, non si paga mica per adottare un cucciolo. Se però, dato che si tratta di un regalo di Natale, vi sentite in colpa a non tirare fuori nemmeno un centesimo, considerate che comunque il ricevente avrà bisogno di ciotole, collari, guinzagli, scorte di cibo e di tutto il kit del “migliore amico del cane”. O del gatto. Se proprio non si può fare a meno di acquistarlo, è meglio privilegiare i negozi specializzati e gli allevamenti.

Il cucciolo dovrà essere venduto insieme a un libretto sanitario compilato con tutti i dati, compresi quelli relativi ai trattamenti parassitari subiti, alle vaccinazioni con firma e timbro del veterinario e, cosa molto importante, l’indicazione del giorno di nascita. Questo perché non possiamo permetterci di avere troppa fretta: sottrarre un animale alla mamma prima della fine dello svezzamento è una crudeltà. Il cucciolo non sarà nostro prima del quarantesimo giorno di vita, e diffidate di chi non rispetta questa regola. Se il cane ha più di due mesi, poi, dovrà essere munito del microchip di identificazione. E una visita preliminare dal veterinario non guasta di certo.

Sembra scontato suggerire di rivolgersi a negozi e allevamenti, ma purtroppo non è così. Oltre ai canali tradizionali, oggi la vendita di animali si svolge anche online. Il problema non è tanto il classico rischio di truffa. In fondo le transazioni in rete, almeno sulla carta, nel tempo si sono fatte sempre più sicure. Il problema è il modo in cui avvengono certe cose. La denuncia arriva dall’AIDAA (Associazione italiana difesa animali e ambiente), contraria innanzitutto ai pagamenti “in comode rate mensili” come se davvero si trattasse di un auto o di soprammobili. Le anomalie sono tante, e tutte sinonimo di cattiveria e di massima inciviltà.

Tra le più gravi c’è addirittura il diritto di recesso. Soddisfatti o rimborsati? Se il cane dovesse risultare malato o comunque non conforme alle pretese egoistiche di chi l’ha ricevuto ha la facoltà di restituirlo e di riavere indietro i soldi. Niente di più sbagliato: che si tratti di acquisto o di adozione non esiste nessuna inversione a “u”. Ce lo consentono, sì, ma è una profonda ingiustizia nei confronti dell’animale. Che sono regali per noi come noi siamo regali per loro, parola di Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’AIDAA:

«Che ora anche per i cuccioli di animali si arrivi a pubblicità del tipo ‘compri oggi e paghi tra tre mesi’, e che si possa pensare di restituire il cane o il gatto entro il primo anno di vita, e che lo stesso possa essere sostituito se malato, la dice lunga su quanto siamo caduti in basso. Soprattutto mette in evidenza quanto sia indispensabile rivedere la normativa sulle vendite degli animali di affezione in senso restrittivo, mettendo come punto fermo i diritti degli animali come prevalenti rispetto alle regole di mercato.»

L’associazione punta il dito anche contro un altro clamoroso problema. Sono pochi i siti che specificano che il trasporto del cane avverrà tramite “auto attrezzate e autorizzate dall’ASL”. Anzi, la maggior parte non precisa assolutamente nulla in proposito. A scanso di equivoci, e per evitare di diventare complici di crudeltà come il trasferimento dell’animale in condizioni che ne complicano addirittura l’effettiva sopravvivenza, tanto vale seguire alla lettera il suggerimento dello stesso Croce:

«L’invito a tutti è quello di non comprare cani e gatti, ma di andare a prenderli nei gattili e nei canili. E se proprio non si può fare a meno di comprare un cucciolo l’invito è di acquistarlo in un negozio o da un allevatore dopo aver visto l’animale e aver stipulato un contratto regolare.«»

Fonte: Greenstyle