Negli ultimi mesi, Hollywood è finita al centro di una grandissima bufera dopo che sono emerse le storie di molestie e di abusi sessuali da parte del produttore Harvey Weinstein a numerose attrici. Le denunce di abusi e di atti anche gravissimi come lo stupro si stanno estendendo a macchia d’olio, e l’ultima in ordine cronologico a parlare del sessismo nell’industria dello show business è stata Natalie Portman.

L’attrice, parlando al Vulture Fetival di Los Angeles, ha dichiarato di non essere mai stata vittima di abusi o violenza sessuale, ma di essersi ritrovata ad affrontare sessismo e molestie in ogni progetto lavorativo a cui ha partecipato. “Quando ho sentito tutto quello che stava emergendo, ho pensato, wow, come sono stata fortunata”, ha ammesso Natalie Portman secondo quanto riporta Harper Bazaar, “e poi, riflettendoci, ho pensato che non sono mai stata vittima di violenza, mai, ma che ho subito sessismo e molestie nella maggior parte dei progetti a cui ho lavorato”.

“Sono passata dal pensare di non avere una storia da raccontare ad averne 100″, ha continuato l’attrice del Cigno Nero, “e penso che molte persone stiano realizzando questa cosa, non dando più certi comportamenti subiti per scontati”.

Natalie Portman ha detto di essere sempre stata trattata da pari lavorando con vari registi, inclusi Darren Aronofsky (attuale fidanzato di Jennifer Lawrence), Pablo Larraín e Mike Nichols, ma anche che le è capitato di avere a che fare con registi maschilisti. “Questo regista mi urlava che ero estenuante ogni volta che provavo a esprimere un’opinione. E io pensavo ‘Sono estenuante perché esprimo un’opinione sul mio lavoro?’ Con gli uomini sul set si comportava in modo assolutamente diverso, tanto che uno dei miei colleghi è dovuto intervenire per prendere le mie parti”.