Già da qualche anno in Italia si parla di calo delle nascite e di famiglie composte da nuclei sempre meno numerosi.

Una tendenza che accomuna tutta l’Italia, da nord a sud, e che mette a repentaglio il ricambio generazionale della popolazione.

Le donne italiane fanno anche molti meno figli delle donne europee: se nel resto d’Europa il TFT (Tasso di Fecondità Totale) è pari a 2,23 in Italia questo numero scende fino a 1,31, e, se la situazione non cambia, potrebbe continuare a scendere negli anni successivi.

E le cifre mettono anche in evidenza come le condizioni socio economiche siano un fattore molto importante nella scelta della maternità. Pendendo in considerazione la distribuzione del TFT sul territorio nazionale si vede come le regioni con una maggiore natalità sono quelle del nord, con un picco nelle province autonome di Bolzano e Trento, mentre la percentuale scende parecchio sotto la media in alcune regioni del sud, come il Molise e la Basilicata. Una suddivisione che rispecchia fedelmente le statistiche sulla qualità della vita nelle diverse regioni d’Italia.

Inoltre, un altro dato da tenere in considerazione è l’aumento dell’età in cui le donne decidono di mettere al mondo un figlio che assesta intorno ai 31 anni.