Soffrire di nausea mattutina durante i primi mesi di gravidanza non è piacevole, e in alcuni casi può compromettere anche i normali ritmi della vita quotidiana e lavorativa.

Ma si tratta comunque di un disturbo temporaneo e assolutamente normale, se non fosse per una nuova, e alquanto allarmante teoria proposta dall’università della California. Se una donna soffre di nausea durante la gestazione, la cosiddetta ipermesi gravidica (HG), il suo bimbo avrà maggiori probabilità di essere affetto da disturbi comportamentali e malattie mentali, tra le quali gravi forme di ansia, depressione e disturbi bipolari.

Questo è quanto hanno affermato i ricercatori della Geffen School of Medicine dell’UCLA, guidati da Marlena Fejzo, la quale ha sottolineato come sia necessario osservare con attenzione se durante gli episodi di nausea si verificano sintomi particolari, da segnalare al proprio medico che valuterà l’ipotesi di controlli approfonditi.

“Anche se l’iperemesi gravidica può essere una forma di inedia e disidratazione in gravidanza, nessuno studio prima di questo è stato fatto per determinare gli effetti a lungo termine che essa ha sul bambino non ancora nato che ne viene esposto. Si tratta di una condizione poco studiata della gravidanza che può provocare non solo problemi a breve termine sulla salute fisica e mentale materna, ma può avere anche conseguenze per tutta la vita sul feto”.

Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno analizzato lo stato di salute di 150 mamme che hanno sofferto di nausea gravidica, arrivando a sancire l’esistenza di una certa ereditarietà del fenomeno: le madri di oltre la metà delle donne prese in esame, infatti, avevano a loro volta sofferto di nausea.

Per quanto riguarda i nascituri, invece, i dati presi in esame sono stati proprio quelli relativi alla storia clinica di due gruppi di bambini, nati rispettivamente da mamme che hanno avuto a che fare con questo comune malessere e madri che, invece, non hanno conosciuto questo disturbo.

Ben il 38% dei bimbi appartenenti primo gruppo sono stati effettivamente colpiti da vari disturbi psicologici durante la crescita, contro il 15% del secondo gruppo. Si tratta di una teoria ancora in fase sperimentale, che in ogni caso rappresenta una preoccupazione in più per le tante donne in stato interessante che devono combattere quotidianamente con questo malessere.