Un bus ha portato in giro per l’Italia, 20 città italiane in 10 regioni, informazioni preziose sulla sicurezza della navigazione per genitori, insegnanti e bambini. Il progetto “Navigare sicuri” è al suo primo, positivo bilancio.

Nato dalla collaborazione fra Telecom Italia, Ministero dell’Istruzione, Save the Children e Fondazione movimento bambino, Navigare Sicuri ha messo assieme il gioco e l’educazione per cercare di contrastare in maniera costruttiva gli aspetti più critici della navigazione, come l’adescamento, il cyberbullismo, i furti di identità, grazie a lavagne interattive, video con diversi finali da scegliere, tutto con un testimonial d’eccezione: il topo-investigatore Geronimo Stilton.

Galleria di immagini: Adolescenti e cellulari

“Chi ha paura degli sconosciuti”, si chiede il progetto, che ieri a Milano i principali protagonisti per riassumere questa esperienza e trarne dei suggerimenti per il futuro. È intervenuta, tramite una lettera, anche il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha applaudito l’iniziativa:

“Ho apprezzato molto il taglio innovativo, il linguaggio con cui sono stati coinvolti direttamente gli studenti; questi temi vengono affrontati troppe volte in modo accademico, lontano dalla sensibilità degli studenti accendendo allarmi e demonizzando in qualche modo quella che invece rappresenta per i nostri giovani una grande opportunità di partecipazione alla società della conoscenza.

La necessità è incentivare e sostenere l’utilizzo di tutte le occasioni che vengono offerte dalle nuove tecnologie, dando contemporaneamente gli strumenti e le capacità di cogliere ed evitare le situazioni di pericolo che spesso sono annidate dentro un fenomenale mezzo di comunicazione. Il progetto usa il linguaggio giusto, parla ai ragazzi dei pericoli senza, nello stesso tempo, diminuire l’importanza di Internet anche a scuola”.

Le statistiche parlano chiaro: negli ultimi sei mesi, il 45 per cento degli adolescenti ha subìto tre o più casi di cyberbullismo, che passano dalla pubblicazione di numeri di cellulare, diffusione di pettegolezzi (nel quale sono particolarmente aggressive le ragazze), SMS minacciosi.

Come ha spiegato Massimo Tarantini, coordinatore del progetto, l’elemento preponderante in questi ultimi tempi è stata la crescita sessuale:

“I fenomeni di grooming, di sexting, di adescamento online, stanno diventando un fenomeno da tenere sotto osservazione: bisogna fare molta attenzione, perché i giovani li stanno alimentando inconsapevolmente.”

Purtroppo è passata una cultura tra gli adolescenti, secondo la quale l’esibizione del proprio corpo è solo un piccolo bit di informazione che può trasformarsi in una carica del cellulare, in denaro, in approvazione sociale.

Sul sito si possono trovare infografiche, fonti, suggerimenti, e c’è anche la possibilità per un istituto di contattare il progetto per portarlo ai propri studenti.

Ne approfittiamo per riportare qui un breve decalogo sul da farsi.

1. Mettere i minori al corrente delle opportunità e specularmente dei rischi dei nuovi media, senza dare per scontato che li conoscano.

2. Aiutarli a entrare in contatto con i loro sentimenti e a esprimerli: questo li aiuterà a gestire adeguatamente ogni problema che si possa porre nella navigazione.

3. Riaffermare sistematicamente l’importanza della riservatezza sui propri dati personali. Anche se si è creata una bella amicizia on-line, che può sembrare qualche cosa in più, è importante non dimenticare che non si sa mai chi c’è veramente dall’altra parte.

4. Ribadire che, se viene richiesto un profilo personale (per accedere a una chat, a un social network o per aprire un blog), è essenziale verificare le impostazioni sui livelli di privacy del profilo (chi ci può contattare, leggere…) e non inserire mai dati identificabili e rintracciabili (nome e cognome, indirizzo, nome della scuola, cellulare, email…): questi dettagli possono essere accessibili a tutti.

5. Raccomandare la frequentazione di chat e community che vedano la presenza di un moderatore che vigila sul comportamento degli utenti favorendo il rispetto della netiquette, cioè delle regole a tutela di tutti i partecipanti.

6. Consigliare di salvare le email e i testi di chat, SMS o MMS (per esempio attraverso la “cronologia contatti”), utilizzabili come prove per bloccare sul nascere i tentativi dei malintenzionati.

7. Mettere in guardia dall’accettare inviti per appuntamenti off-line con qualcuno conosciuto online o tramite cellulare, e comunque proibire di andare da soli. Casomai, sempre accompagnati da un adulto o un amico più grande e in un luogo d’incontro pubblico altamente frequentato.

8. Aiutare i minori ad affrontare nelle proprie relazioni, sia dirette che online, la sessualità con rispetto reciproco e secondo tempi e modi adeguati all’età, riconoscendo come improprie le sollecitazioni sospette provenienti dalla Rete.

9. Vigilare con attenzione, discrezione e rispetto su come i ragazzi trascorrono il proprio tempo, su cosa fanno, chi incontrano, qual è il centro dei loro interessi del momento; essere pronti a cogliere gli eventuali segnali di disagio e i sintomi di ciò che non sta andando nel verso giusto; far sempre capire che si è disposti all’ascolto e al dialogo.

10. Ricordare ai minori che in ogni caso, se dovessero verificarsi situazioni che li mettono a disagio è importante che ne parlino con qualcuno, anche un amico o un adulto di uno dei centri e organizzazioni a cui in molte città è possibile rivolgersi per informazioni in merito.