Un asilo di Auburn nel Maine, Stato confederale tra i primi ad aver introdotto la tecnologia nelle scuole, adotterà dal prossimo anno scolastico per i suoi piccoli ospiti l’iPad2. Le tavolette della Apple aiuteranno i bambini a giocare con i colori, i suoni, i numeri e le lettere.

La notizia ha scatenato persino i dibattiti televisivi, perché se gli Stati Uniti sono senza dubbio la patria di questa tecnologia, quando si tratta dell’educazione impartita ai figli i genitori sono uguali in tutto il mondo, e ci sono già molte mamme e papà per nulla convinti che sia il caso di mettere in mano a un bambino di tre-cinque anni un computer invece di colori a tempera, sabbia, oggetti veri e manipolabili.

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Com’era inevitabile si sono creati due fronti: da un lato, chi pensa che l’iPad possa aiutare gli educatori a stimolare cognitivamente i bambini proponendo elementi di gioco individuali ma controllandoli collettivamente (in pratica, l’iPad come sostegno alla presenza fisica dell’insegnante).

“Se i bambini sono coinvolti, puoi insegnare loro qualsiasi cosa, mentre se sono annoiati e guardano fuori dalla finestra puoi anche essere Socrate ma insegnerai loro un bel niente. Questi strumenti sono coinvolgenti.”

Queste le parole del direttore, al contrario, invece, c’è chi pensa che questa iniziativa sia un eccesso di cui godrà solo l’industria tecnologica (l’ente ha speso circa 200.000 dollari per acquistare 300 iPad 2 forniti da Apple a un prezzo speciale) con il rischio di confondere agli occhi dei bambini la realtà con il virtuale. Per non parlare del fatto che a oggi non c’è alcuna evidenza scientifica sull’effettiva utilità di questo strumento nel miglioramento delle capacità cognitive dei bambini. Anche se per l’iPad sono state pensate centinaia di applicazioni dedicate all’apprendimento.

Naturalmente tutti sono consapevoli che stiamo parlando dei nativi digitali, dunque la loro esistenza è già segnata da queste tecnologie, vissute come totalmente naturali. Tutto sta a capire quanto l’esperienza dell’asilo e poi della scuola primaria debba incaricarsi di riprodurre in toto la realtà esterna oppure selezionarne solo gli aspetti migliori.

Abbiamo visto che proprio in Italia è nato il primo magazine per bambini esclusivamente per il tablet della mela morsicata.

Voi mamme italiane sareste contente di mandare il vostro bambino in un asilo che fornisce gratis un iPad?