Esce oggi nei cinema “The Town“, interessante thriller diretto, sceneggiato e interpretato da Ben Affleck, che era stato presentato dall’attore in persona alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Si tratta per lui del secondo progetto dietro la macchina da presa, dopo il buon successo riscontrato con “Gone Baby Gone”. Ambientato a Boston, Ben Affleck veste qui i panni di Doug MacRay, “principe dei ladri” e leader di una banda leggendaria che non ha paura di niente e di nessuno. Le cose però cambieranno quando durante una rapina in banca MacRay prenderà in ostaggio la manager e se ne innamorerà.

Lei penserà a fargli mettere la testa a posto e a fargli cambiare vita, ma l’FBI vuole usarla per arrestarlo. Un crime drama a tutti gli effetti, in un interessante film che racconta di una delinquenza alimentata da un preciso contesto sociale, nel quale dominano povertà ed emarginazione.

La scelta di Boston come ambientazione della pellicola non è per nulla casuale, infatti “The Town” sta per CharlesTown, un quartiere della città americana in questione che nel 1775 fu teatro della sanguinosa battaglia di Bunker Hill contro gli inglesi. Quel luogo detiene il primato per il maggior numero di rapine, e anche se oggi sta diventando più borghese, le cose non riescono a cambiare più di tanto.

“The Town” è una pellicola profonda, con riuscite scene d’azione alternate a quelle romantico/drammatiche. Il film è solido, narra una buona storia e vanta un cast di primo livello: oltre a Ben Affleck, figurano infatti Rebecca Hall, Jeremy Renner e Jon Hamm.

Ai tempi della Mostra del Cinema di Venezia, dove il film è stato presentato in anteprima, Ben Affleck aveva spiegato che:

Mi sono certamente posto la domanda se glorificavo un criminale o, peggio, la violenza. Ma volevo raccontare una storia veritiera. Ho cercato di essere completo e preciso. Realista. Il personaggio di Doug fa cose terribili, ma per capirlo come uomo, nel suo desiderio di cambiare e le difficoltà che incontra in questo cambiamento, non posso non far vedere al pubblico cosa ha fatto prima. L’ambiente ha la capacità di modellarci e a questo livello tutti si possono identificare. Non è facile cambiare anche se sappiamo perfettamente di fare qualcosa di sbagliato. In questo senso è una storia universale.