Neil Armstrong, uno degli uomini più importanti per la storia della seconda metà del ‘900, è morto all’età di 82 anni. La sua impresa, accompagnato da altri astronauti come Buzz Aldrin, che scese con lui sul suolo lunare, non ha certo bisogno di presentazioni. Ma per i più giovani è bene ricordare: il 20 luglio 1969 Armstrong, partito dalla Terra con l’Apollo 11, atterrò sul Mare della Tranquillità, dando inizio di fatto alle esplorazioni USA e non solo sul satellite lunare.

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Restano alla storia anche le frasi pronunciate in quell’occasione, che sono diventate, in queste ore della morte, dei tormentoni sui social network. Si va da “l’Aquila è atterrata”, che in questi giorni è diventata molto spesso “l’Aquila è tornata sulla luna” oppure “l’Aquila ha trovato la sua dimora eterna”, fino alla ripetizione delle parole di Neil Armstrong che sono più fortemente impresse nella storia, pronunciate mentre camminava sulla luna e piantava la bandiera americana per la prima volta:

«È un piccolo passo per un uomo. Un salto da gigante per l’umanità.»

Neil Armstrong se n’è andato sabato, dopo essere stato ricoverato all’inizio di agosto per problemi alle arterie. Oltre a essere stato un astronauta, nella sua vita ha preso parte alla guerra contro la Corea, è stato un pilota e un docente di ingegneria. Dopo il primo viaggio verso la luna ne seguirono altri, ma l’Apollo 11 ebbe soprattutto un ruolo nella guerra fredda, sancendo di fatto la superiorità statunitense sull’Unione Sovietica, che invece aveva mandato il primo uomo nello spazio, Yuri Gagarin.

Il compagno di avventure e amico Buzz Aldrin ha raccontato alla morte di Armstrong della loro impresa, che fu vista sulle TV di tutto il mondo:

«Anche se siamo andati ben oltre quanto due altri esseri umani siano mai andati, non eravamo soli. Virtualmente il mondo intero fece quel viaggio con noi. Mi sento unito al dolore di milioni di persone, nel giorno della scomparsa di un vero eroe americano e del migliore pilota che abbia mai conosciuto.»

Fonte: USA Today.