Nelle mamme restano impressi nella mente i figli maschi, e non è solo un modo di dire: alcuni scienziati hanno scovato del materiale genetico nel cervello delle mamme. Un fattore Y, se vogliamo, in un organismo dove non dovrebbe essere e che può restare anche per tutta la vita.

La scoperta è di un team del Fred Hutchinson Cancer Research Center e dell’università dell’Alberta: esaminando campioni di cervello di mamme di tutte le età non più in vita, hanno scoperto questa relazione molto particolare: lo scambio genetico madre-figlio, in caso di figlio maschio, è anche in senso inverso, e del Dna fetale resta nei meandri del cervello per decenni. Il nome scientifico è micro-chimerismo (è definita chimera il passaggio di dna altrui nell’organismo, ad esempio nei casi di trasfusione di midollo osseo).

Una presenza che non è dato di sapere se e quali conseguenze potrebbe avere. Secondo i ricercatori, può anche mettere a rischio la salute della donna, essendo potenziale causa di tumori e malattie autoimmuni. Potrebbe anche spiegare, ad esempio, la maggiore incidenza dell’Alzheimer nelle donne che hanno avuto diversi parti.

Ma le implicazioni di questa scoperta sono più profonde e inaspettate. Ora sappiamo che nel grembo materno può avvenire uno scambio di piccolissime porzioni di Dna tra gemelli, tra il figlio e il genitore, tra un fratello nato e uno mai nato. Uno scambio che contiene potenzialità sconosciute sia dal punto di vista immunologico, sia dal punto di vista psico-biologico: l’idea del passaggio unidirezionale genitori-figli è semplicistica.

La nascita comporta cambiamenti fisici che non permettono di ripercorrere la vita biologica delle persone nel senso contrario. Ma in fondo è una bella notizia: significa che i figli non sono prodotti, e i genitori non sono produttori genetici. C’è qualcosa che li fonde e lega per sempre anche secondo natura.

Fonte: Ansa