Tra i tanti nemici televisivi e contestatori, Giampiero Mughini dovrà aggiungere alla lista anche i nostalgici del movimento Neoborbonico, per averli contestati durante “Domenica In”. E chi poteva essere la causa del litigio se non il principe di casa Savoia? Anche questa volta, seppure involontariamente, c’è lo zampino di Emanuele Filiberto.

La presenza in TV del principe tuttofare, che dopo “Ballando con le stelle”, “Sanremo” e “I Raccomandati” è sulla cresta dell’onda, ha infastidito non poco il gruppo italiano che ha sede centrale a Napoli.

Alcuni rappresentanti del movimento hanno accusato Emanuele Filiberto di aver usato il proprio cognome per far carriera in TV:

In considerazione delle sue non eccelse qualità canore o artistiche “il principe”, per la sua notorietà, ha utilizzato il suo nome e quello della sua dinastia diventando, di fatto, il simbolo anche del suo passato.

Il vero problema però, bisogna ricercarlo nel passato: Il Movimento Neoborbonico vuole ricostruire la storia del sud d’Italia basandosi su archivi e biblioteche, per diffonderla tra gli italiani. Quindi, seguire sul piccolo schermo le avventure televisive del principe significa sponsorizzare ancora di più la “casa avversaria”.

Ma il movimento tiene a precisare che non si tratta né di un partito politico, né di un’associazione monarchica. L’obiettivo è semplicemente quello di raccontare al pubblico vicende storiche ormai completamente dimenticate.

Per questo motivo, i membri del movimento sono stati invitati a “L’Arena” di Massimo Giletti, per spiegare il loro punto di vista:

Con i Savoia, finì l’epoca dei primati positivi dei Borbone e iniziò quella dei massacri di migliaia di persone, del saccheggio delle nostre banche, della distruzione delle nostre fabbriche, di un’emigrazione prima sconosciuta e di una questione meridionale tuttora drammatica e irrisolta, senza entrare nel merito delle successive responsabilità legate alle guerre mondiali o alle leggi razziali. Dopo 150 anni, e in vista delle prossime celebrazioni, è giusto ritrovare una verità storica che appartiene a tutti i meridionali e a tutti gli italiani.

Ma l’esposizione dei fatti non è piaciuta a Giampiero Mughini, il quale ha definito tali affermazioni come “degne di un manicomio”. E ovviamente il Movimento Neoborbonico non ha gradito i commenti dell’opinionista calcistico, facendo sapere tramite i propri legali come vi sia tutta l’intenzione di querelare il giornalista.