I neonati riescono a percepirsi come entità a se stante e a distinguere il proprio corpo dall’ambiente che li circonda. Lo rivela una ricerca del Birkbeck College di Londra, pubblicata sulla rivista Current Biology.

Dunque, i piccoli, a differenza di quanto si pensava in passato, non sono passivi o chiusi, ma predisposti alla socialità. Già nella seconda fase della gravidanza è stato dimostrato che riconoscono la voce della mamma e reagiscono a stimoli, come quelli delle luci che riescono a penetrare attraverso la parete uterina.

I ricercatori hanno mostrato a 20 neonati in salute (fino a quattro giorni di vita) video di altri piccoli che venivano accarezzati con un pennello soffice. Poi i neonati sono stati a loro volta accarezzati, proprio mentre guardavano quei filmati, scoprendo che erano più interessati agli altri bebè proiettati. Inoltre, è stato osservato che i neonati erano meno interessati a guardare gli altri bimbi quando l’immagine veniva proposta sottosopra, capendo che c’era qualcosa che non andava.

I risultati dello studio – spiega la ricercatrice Maria Laura Filippetti, come riporta l’Ansapotrebbero essere utili per scoprire anormalità nello sviluppo dei piccoli soprattutto a livello relazionale, che potrebbero portarli in seguito a soffrire di autismo. Questa patologia si caratterizza infatti per una mancanza della percezione del proprio corpo come entità a se stante in rapporto con l’ambiente esterno“.