I neonati prematuri sono a rischio patologie, lo afferma uno studio pubblicato sul British Medical Journal e condotto da ricercatori inglesi dell’Università di Leicester e dell’Università di Oxford. Secondo questa ricerca tutti i bambini nati a partire dalla trentasettesima settimana di gestazione fino a un paio di settimane in anticipo rispetto al previsto, corrono il rischio di essere ricoverati nei primi 9 mesi di vita e di sviluppare patologie a carico dell’apparato respiratorio o gastrointestinale entro i cinque anni.

I neonati prematuri sono circa un quinto del totale, ecco perché è molto importante conoscere i rischi per la salute incontro ai quali si può incorrere, e cercare per quanto possibile di prevenirli. La ricerca inglese ha osservato un campione di 14000 bambini, seguendoli dal momento del parto fino all’età di 5 anni.

I bimbi nati alla trentasettesima settimana avevano avuto un numero superiore di ricoveri in ospedale e soffrivano di asma in percentuale maggiore rispetto ai nati nell’ultima settimana, per la precisione il 10 per cento in più. E con l’aumentare dell’età si è notato anche un accrescimento delle percentuali di rischio.

Conoscere i rischi è importante per sostenere le famiglie e insegnare alle mamme come prevenirli. Ci sono infatti alcuni accorgimenti che possono aiutare a portare avanti la gravidanza e scongiurare il parto prematuro come per esempio mantenere il giusto peso, continuare a fare attività fisica lieve, evitare stress, fumo e possibilmente tenersi alla larga da agenti infettivi.

Se poi, nonostante si siano seguiti tutti gli accorgimenti per allontanare l’eventualità di un parto prima del tempo, il neonato nasce prematuro, ci sono altri consigli utili per affrontare al meglio questa situazione che, ricordiamolo, è quella di un bimbo ancora “immaturo” nel quale gli organi e apparati vitali non hanno terminato del tutto la loro crescita e che quindi può avere difficoltà a espletare tutte le funzioni una volta al di fuori del grembo materno.

Per affrontare queste carenze immunitarie è utile tenere il bambino protetto almeno per il primo anno cercando di evitare quei luoghi dove i batteri circolano con più facilità. Con la consulenza del pediatra valutare la possibilità del vaccino antinfluenzale dopo i sei mesi e comunque vaccinare tutta la famiglia per evitare di esporre il piccolo al contagio.

Molto importante inoltre è la fase dell’allattamento al seno che aiuta a rafforzare l’apparato immunitario del neonato. E per monitorare la salute dei piccoli nati prematuri è utile anche sottoporli a visite periodiche durante tutta l’infanzia, poiché prevenire è ancora il metodo migliore per curare.

Fonte: Quotidianosanità