Cosa fare quando si devono scrivere i nomi dei genitori sul braccialetto del neonato in ospedale? I reparti sono attrezzati in tutti i casi, sia quando sono entrambi noti, o soltanto la madre, o nessuno. Ma quando le mamme sono due?

La soluzione più politically correct l’hanno trovata a Padova, dove il comune termine “padre” è stato sostituito da un più generico “partner” prima di essere applicato al piccolo polso della bambina, e così per quello dei genitori, due donne lesbiche. Si può parlare, quindi, di un riconoscimento di una coppia di genitori omosessuali.

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Il fatto, di cui si sta parlando molto, è in realtà abbastanza diffuso e pure inevitabile: la diffusione delle tecniche di fecondazione assistita permettono alle coppie di donne di avere un figlio. Quando la compagna della puerpera si è presentata al reparto di ostetricia dell’ospedale universitario si è dovuto ricorrere a questo escamotage: preparare un terzo bracciale – per il riconoscimento numerico – per la seconda mamma senza la comune definizione di padre, che ovviamente non aveva senso.

Il primario della Clinica Ginecologica, Giovanni Battista Nardelli, si è mostrato aperto e comprensivo sull’argomento:

«Ormai non si può più ragionare in modo tradizionale. ll mondo che cambia si riverbera anche nella gestione quotidiana del reparto.»

Non si nasce più in un unico modo. Negli ospedali italiani nascono ogni giorno bambini da genitori dello stesso sesso, oppure provenienti da nazioni differenti, con culture differenti. Il lavoro, enorme, di mediazione culturale è spesso lasciato alla buona volontà dei medici, anche se le strutture più attrezzate hanno programmi e persone qualificate per affrontare questo scenario.

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L’assessore comunale Alessandro Zan, noto attivista nella lotta per i diritti civili degli omosessuali, ha favorevolmente accolto questa idea dell’ospedale:

«Sono davvero i grandi passi avanti che sa fare una società civile e laica. Superando le leggi, le lobby, gli interessi e i potentati, ha fornito una risposta di progresso ad una nazione che in fatto di diritti civili non poteva più restare indietro. Mi auguro che questo primo traguardo, arrivato proprio all’inizio dell’anno, faccia da apripista ad altri importanti obiettivi che spero vedano protagonista il Parlamento italiano».

Fonte: AdnKronos