Un esclusivo social network, off limits per mamma e papà. Un progetto coordinato da sette scuole romane sta realizzando il sogno dei nativi digitali: un Facebook tutto per loro, dove parlare di merende o di quanto odiano i compiti.

Il social network si chiama Netpupils, interamente realizzato da ragazzini che vanno dalla quarta elementare alla terza media. Il progetto è stato presentato l’altro giorno in un convegno all’Università di Roma 3, in cui Maurizio Scarabotti (Presidente di Sysform e responsabile del progetto Netpupils) insieme a dirigenti scolastici, docenti e psicologi, hanno sottolineato l’aspetto più importante di questo lavoro: l’incontro e la comprensione fra generazioni.

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“Rimanere su due fronti diversi, contrapposti, senza capire la portata delle innovazioni oppure gestire il nuovo che avanza privilegiando rapporti amicali -sono tuo amico perché gioco con te!- piuttosto che educativi? Cosa possiamo fare? Possiamo comprendere il significato del nuovo che avanza, molto più tecnologico di quanto noi possiamo aver sperimentato all’età dei nostri figli, dei nostri alunni, per essere poi mediatori culturali nei confronti dei più giovani, certamente più tecnologizzati ma sempre bisognosi di essere educati e accompagnati a interpretare ciò che ci circonda.”

Netpupils funziona esattamente come un qualunque altro social network. Ha un suo regolamento, che invita a utilizzare avatar invece di foto, e a non specificare eccessivamente la propria residenza. L’unica differenza è che ha dei tutor, per una supervisione generale, ma per il resto è riserva dei ragazzini, con le loro storie, i loro pareri, i gruppi (già più di mille). Le adesioni che arrivano dalle scuole allargano a macchia d’olio il social network, che al momento conta circa tremila iscritti.

La vicenda comincia a interessare i media, e suona decisamente originale se si pensa che negli stessi giorni proprio Facebook provvedeva a cancellare migliaia di utenti rivelatisi minori di 13 anni. Netpupils, dunque, risponde a una possibile esigenza integrativa rispetto ai social network già esistenti, approfittandone per veicolare messaggi educativi, perché lo scopo originario del progetto è quello di insegnare ai più piccoli il corretto utilizzo di questi strumenti.

Resta da vedere, infatti, come si comporteranno quando raggiunta l’età minima consentita traslocheranno sugli altri siti.