Hanno marciato lungo il ponte di Brooklyn per esprimere la propria opinione nei confronti del mondo della finanza gli “Indignados di Wall Street“, che dal 17 settembre occupano un parco a pochi metri dalla Borsa di New York.

Ben 700 manifestanti sono stati fermati e arrestati sabato sera per aver creato disordini e bloccato il traffico, nonostante la manifestazione si sia svolta in modo pacifico.

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Gli “Indignados di Wall Street” accusano proprio le banche e i grossi gruppi finanziari di essere la causa della crisi economica che ha colpito l’America e ridotto alla fame molte famiglie a causa della perdita dei posti di lavoro. Da due settimane presidiano senza sosta la zona attorno alla Borsa, con il motto “Occupy Wall Street“, (occupiamo Wall Street).

Sabato pomeriggio il sito dei manifestanti ha indetto la manifestazione e in oltre 2.000 si sono ritrovati per esprimere il proprio dissenso nei confronti delle lobby finanziarie. Persone di ogni razza, sesso e religione – giovani, vecchi, studenti, insegnanti, organizzazioni sindacali, disoccupati, famiglie, gente comune – unite da un unico sentimento comune, stanche del potere senza limiti della finanza.

E a poco a poco le proteste di sono diffuse a macchia d’olio. Si è partiti con New York sabato per passare ieri a Boston, Los Angeles e Albuquerque. Ben 3.000 persone si sono ritrovate davanti alla sede della Bank of America di Boston ieri, e ci sono stati alcuni arresti. Stessa scena a San Francisco davanti alla sede della Chase Bank; a Chicago i manifestanti hanno invece assediato la sede della Chicago Federal Reserve Bank.

Si prospettano tempi duri per il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama: in occasione del 6 ottobre – anniversario decennale dell’inizio della guerra in Afghanistan – i manifestanti faranno sentire le proprie ragioni al Presidente, nella speranza di un cambiamento.

Fonte: Corriere della Sera.