La prossima domenica le donne manifesteranno per chiedere una maggiore dignità sociale e politica, a seguito delle scioccanti notizie sul caso di prostituzione, anche minorile, che ha coinvolto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Una protesta affinché lo Stato e la società riconoscano il ruolo fondamentale del genere femminile, troppo spesso ridotto a mero strumento sessuale sfruttato a piacimento dei potenti. Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha voluto supportare questo importante evento, richiamando però tutti a toni di decenza da contrapporre a un dilagante e sessista berlusconismo.

“La mobilitazione del 13 febbraio rappresenta una data fondamentale nel calendario della decenza, nel calendario della buona politica, nel calendario di chi cerca di voltar pagina in un’Italia che è sempre più insopportabile, proprio per questa capacità di ridurre qualunque elemento di etica pubblica nell’epifania di un privato indecente”.

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Vendola sottolinea quindi la pacatezza nella battaglia contro Silvio Berlusconi, perché in gioco non vi sarebbe la moralità di una nazione, bensì il funzionamento dell’intero sistema politico. Il problema, infatti, sarebbe di natura prettamente politica: sconfiggere quel mix di sessismo e maschilismo di cui il Premier si fa vanto.

“Quello che abbiamo di fronte non è un problema morale, è un problema politico. Uno dei cuori del berlusconismo è stato proprio quel mix tra sessismo e maschilismo. È importante che la rottura del berlusconismo avvenga su questo terreno. E non è solo una lotta delle donne, che vedono degradata la propria immagine, ridotto il proprio ad un orpello o ad una specie di prosciutto a disposizione della voracità maschile. Ma è anche un problema degli uomini che devono reagire di fronte a ciò che resta in forme patetiche dell’antico primato del maschile. Occorre avere la capacità di un seppellimento critico di questi ingredienti indecenti, volgari e politicamente rilevanti”.

Eliminare la volgarità e l’indecenza, questo l’invito che il Governatore della Puglia rivolge non solo alla classe politica, ma anche a tutti coloro che parteciperanno alla manifestazione. Ristabilire la dignità della donna offesa, sminuita nel proprio essere e trattata come carne da macello da esibire nei festini a luci rosse. Riportare il genere femminile sul più alto gradino della scala sociale, riconoscendolo per la propria intelligenza e per il proprio impegno, anziché per i centimetri del giro vita o la taglia di reggiseno. Non resta che attendere la manifestazione del 13 febbraio, chiamata “Se non ora, quando?”, per scoprire se il consiglio di Vendola verrà accolto.