C’è un grande fermento nel centrosinistra per l’approvazione del referendum contro l’energia nucleare, confermato questa mattina dalla Cassazione con una modifica dei quesiti, ora rivolti al tanto criticato decreto Omnibus firmato dal Presidente Giorgio Napolitano. a esprimere la propria gioia per primo è Nichi Vendola, il governatore della Regione Puglia, il quale sottolinea come la legge abbia superato i soprusi del berlusconismo:

“La conferma del Referendum, oltre che un riconoscimento del rispetto delle leggi italiane, al di là dei tentativi di imbroglio e di trucchetti di cui il governo Berlusconi ha abusato in queste settimane, è un atto di rispetto nei confronti degli elettori e delle elettrici chiamati alle urne il 12 e 13 giugno”.

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Così come lascia intendere Vendola, in effetti il decreto Omnibus è sembrato all’opinione pubblica come un colpo basso al referendum, un tentativo di limitare le possibilità di raggiungimento del quorum volto a escludere l’eliminazione del criticato “legittimo impedimento“. E proprio su questo tema torna il presidente pugliese, ricordando come l’informazione su questo importante appuntamento elettorale sia stata, forse, volutamente centellinata.

“Ora, tocca a tutti noi fare in modo che nei pochi giorni che ci sono rimasti gli italiani siano informati correttamente dell’importanza dei quesiti, e che il quorum venga raggiunto. Abbiamo l’occasione di esibire cosa è l’antiberlusconismo quando non è insulto o espressione di rancore: rimettendo al centro un’idea di bene comune”.

Disinformazione della popolazione che è stata messa in evidenza anche questa mattina da un articolo di Lettera 43, dove si evince chiaramente come gran parte degli aventi diritti al voto non sia a conoscenza del referendum e, in caso contrario, come le nozioni sui quesiti appaiano decisamente approssimative. Si tratta, tuttavia, di un appuntamento importante, e non solo perché determinerà il futuro giudiziario di Silvio Berlusconi: in gioco, ad esempio, vi è anche l’acqua pubblica, bene comune che potrebbe presto passare sotto il controllo del tariffario privato.

Il leader di Sel, tuttavia, si dice ottimista per gli esiti del 12 e del 13 giugno, perché già la Sardegna ha dimostrato come si tratti di un tema, quello nucleare, particolarmente sentito dai cittadini:

“Ne sono certo, il giudizio del popolo italiano sarà netto: un sì per l’acqua pubblica, un sì per impedire che gli affaristi riportino il pericolo nucleare nel nostro Paese, un sì per impedire la privatizzazione della giustizia”.

Ampia approvazione per la decisione della Cassazione è stata manifestata anche da Gianfranco Fini e da Pierluigi Bersani, mentre nessun commento è arrivato dai promotori dell’Omnibus, ovvero il Pdl. Ecco come ha commentato il leader del PD:

“La conferma del quesito sul nucleare è una notizia eccellente, i trucchi del governo sono stati ancora una volta smascherati”.