Nichi Vendola è indagato per istigazione all’abuso d’ufficio. L’ha reso noto lo stesso Vendola, sia su Twitter che in una conferenza stampa, all’interno della quale si è detto fiducioso. Il nodo sarebbe relativo al concorso per la nomina di un primario al San Paolo di Bari, che avrebbe visto favorito Paolo Sardelli, in realtà un luminare della chirurgia toracica.

Nichi Vendola ha ricevuto il plauso da Antonio Di Pietro per aver comunicato quello che stava accadendo, mentre il PDL si è diviso tra l’ironia della tempistica dell’indagine (quella sulla sanità pugliese dura ormai da anni) e la richiesta di dimissioni.

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Nichi Vendola è accusato da Lea Cosentino, detta Lady Asl, ex dirigente dell’azienda barese e implicata nell’inchiesta in cui figurava da protagonista Giampaolo Trarantini. Vendola e Cosentino, secondo l’indagine, sarebbero accomunati entrambi da un’ipotesi di reato, concorso in abuso d’ufficio continuato, l’uno per aver istigato e l’altra per aver agito.

Il governatore pugliese ha detto:

«Mi dichiaro assolutamente sereno, come sempre in passato. Perché ogni mia azione è stata sempre improntata a garantire la trasparenza. Credo che se c’è un tratto che ha contraddistinto in tutti questi anni la mia azione, è stata sempre quella di garantire la tutela dell’interesse pubblico, del diritto alla salute, la tutela della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione. Da questo punto di vista consideravo importante, essendo stato depositario di questo atto, darne conto alla stampa. L’accusa nasce solo e soltanto dalle dichiarazioni della dottoressa Lea Cosentino, che asserisce che all’origine di questa mia veemente interferenza ci sarebbe la mia amicizia con il professor Paolo Sardelli, elemento questo che è stato già autorevolmente smentito nei mesi scorsi dal professor Sardelli che ho conosciuto per essere una vera promessa della scienza medica. Io a questo concorso, come a tutti i concorsi, mi sono interessato nella misura di chiedere che fossero concorsi veri, che avessero una platea credibile di partecipanti e che potesse vincere il migliore.»

La questione pare essere mossa da ragioni personali che animano la Cosentino contro Vendola, dato che, a quanto pare, Sardelli fosse comunque il migliore nel concorso che l’ha visto vincere: quindi la qualità del medico non sarebbe messa in dubbio, ma il metodo, forse perché nell’Italia delle raccomandazioni anche il più bravo si immagina che possa essere stato aiutato. Solo la fine dell’indagine però dirà cos’è accaduto veramente.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.