Tempi duri per Nicholas Cage, il nipote del grande regista Francis Ford Coppola. La rivista statunitense People afferma che il premio Oscar per “Via da Las Vegas” deve da due anni all’erario americano (l’Internal Revenue Service) qualcosa come 6 milioni di dollari. All’attore viene contestata la dichiarazione dei redditi del 2007, anno in cui uscì con due film di successo quali “Ghost Rider” e “Il mistero delle pagine perdute“.

Svista del commercialista o mancanza di liquidità? Nessuna delle due ipotesi, a quanto pare il divo di Hollywood è abituato a non pagare. Così si spiega un’altra evasione, tra il 2002 e il 2004, che secondo il fisco statunitense si aggira sui 350mila dollari. Meglio parlare allora di brutta abitudine, come conferma un mutuo bancario da 2 milioni di dollari richiesto alla East West Bank e mai onorato.

Credere che Nicholas Kim Coppola sia a corto di biglietti verdi è alquanto paradossale dato che basterebbe il cachet di un suo film a pagare gran parte del debito con il fisco americano; tanto più che nel corso del 2009 è uscito nelle sale con due film di richiamo quali “Segnali dal futuro” e “Il cattivo tenente: ultima chiamata New Orleans“. Nel 2010, inoltre, l’attore uscirà con altre tre nuove pellicole (“Kick-Ass“, “Season of the Witch“, “L’apprendista stregone“) che aumenteranno notevolmente il suo conto in banca.

Per correre ai ripari da uno scandaloso arresto, l’attore ha da tempo iniziato a mettere in vendita le sue numerose proprietà sparse in giro per il mondo: la prima a essere venduta è stata, nel marzo scorso, il castello di Schloss Neidstein, che Cage aveva acquistato nel 2006 per ritrovare un legame con la madre Joy Vogelsang, ballerina e coreografa di origini tedesche dalla quale l’attore fu separato all’età di sei anni.

Poi ci sono le ville a Bel Air, Beverly Hills e New Orleans che non hanno ancora acquirenti, complici i prezzi elevati delle residenze di lusso e la crisi economica che negli States è partita proprio dal settore immobiliare. Non giova nemmeno la reputazione di cui godono alcuni immobili di sua proprietà, come la Mansion di New Orleans della defunta super killer Madame LaLaurie, acquistata nel 2007 da Cage e rimessa in vendita l’anno successivo perché, pare, infestata dai fantasmi.

La sfida tra il protagonista di “City of Angels” e l’IRS è destinata comunque a risolversi con un finale scontato: Cage smetterà di fare “l’italiano” (considerate appunto le sue origini nostrane) e pagherà in qualche modo quanto dovuto al fisco americano, che intanto ha deciso di mettere sotto sequestro i suoi immobili in patria.

Il paradosso più grande sarà vederlo interpretare, magari in un prossimo futuro, il ruolo di un agente delle finanze.